Anni di piombo, Cartabia: “Pagina da chiudere ma non è vendetta”

Foto Corriere della Sera e la Repubblica
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“Una giornata di portata storica, si è sciolto un nodo politico, che impediva alle autorità giudiziarie francesi di esaminare le richieste di estradizioni dell’Italia”. Con queste parole ha esordito la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, durante il breve incontro con il TG1.

Gli stessi concetti sono stati ripresi dalla Guardasigilli, durante le interviste rilasciate al Corriere della Sera e a la Repubblica, parlando dell’arresto delle persone già condannate per violenze durante gli anni di piombo, avvenuto nella mattinata di ieri, 28 aprile, in Francia. “La volontà di riproporre la richiesta delle estradizioni non risponde nel modo più assoluto a una sete di vendetta che mi è estranea, ma a un imperioso bisogno di chiarezza, fondamento di ogni reale possibilità di rieducazione, riconciliazione e riparazione, fini ultimi e imprescindibili della pena”.

La Guardasigilli ricorda l’avvenuto cambio di passo, che ha percepito “l’8 aprile scorso, durante il colloquio con il ministro Dupond Moretti (ndr il suo omologo francese incontrato in videoconferenza). In particolare, la Ministra durante l’incontro aveva “premuto sul fattore tempo, a fronte del rischio di ulteriori imminenti prescrizioni. Abbiamo ricordato la legittima richiesta di giustizia dei familiari delle vittime, ma abbiamo anche voluto, una volta per tutte, chiarire il doppio equivoco che negli anni aveva ostacolato la decisione politica di Parigi: stiamo parlando di persone, che non sono state processate per le loro idee politiche, ma per le violenze commesse. E l’Italia li ha processati nel pieno rispetto delle garanzie difensive previste dalla Costituzione e dal nostro ordinamento”.