Al via servizio di mediazione linguistico-culturale per i tribunali
31 Marzo 2026
Dal 1° aprile, il Ministero inizierà a fornire un servizio di mediazione linguistico-culturale a supporto di tutte le sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Ue dei tribunali distrettuali.
Lo prevede il progetto 1175 “Mediazione culturale negli Uffici giudiziari italiani” , presentato dal dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (Dog) di via Arenula, che è stato ammesso a finanziamento con decreto dell’autorità di Gestione del fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI). L’importo, specificamente destinato alla mediazione linguistico-culturale, è di 915.000 euro (IVA inclusa).
In precedenza, tale servizio veniva fornito solo ad alcuni tribunali a cura dell’agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) con fondi propri; dal 1° aprile verrà esteso a tutte le 26 sezioni specializzate in materia di protezione internazionale presso i tribunali.
Gli uffici giudiziari potranno usufruire, a richiesta, di mediazione linguistico-culturale, interpretazione nella lingua dei segni e traduzione non ufficiale in udienza di documenti. Le lingue per le quali sarà prestata la mediazione culturale sono oltre 50, anche dialetti rari.
Non si tratta di attività di mero interpretariato. Il mediatore linguistico-culturale non si limita alla sola funzione primaria di assistente linguistico tra due o più soggetti mediante una traduzione letterale, ma si occupa anche di spiegare in udienza le differenti implicazioni culturali e sociali-economiche. Attraverso la mediazione culturale si facilita la comprensione in udienza di aspetti linguistici e culturali rilevanti per i richiedenti asilo e protezione internazionale.
Il progetto rappresenta un importante impegno assunto dal Dog mediante il progetto finanziato con fondi FAMI a sostegno non solo di giudici, avvocati e ricorrenti in udienza, ma anche di attività di cancelleria (reperimento di interpreti nell’albo presso il tribunale, convocazione in udienza, liquidazione ed emissione di mandati di pagamento etc).
Il 23 marzo sono state diramate a tutti gli uffici le disposizioni operative; una procedura semplificata con due moduli da utilizzare: richiesta del fabbisogno e conferma del servizio.
Il 30 marzo si è svolto un incontro operativo tramite piattaforma Teams con i presidenti dei tribunali distrettuali, i presidenti e i giudici delle sezioni specializzate in materia di protezione internazionale e il personale amministrativo già indicato da ciascuna sede come punto di contatto. Tra i temi, l’utilizzo del servizio nei limiti del finanziamento autorizzato dal FAMI ed eventuali richieste di chiarimenti sulle disposizioni operative già inviate.
È stato istituito anche un apposito servizio di verifica, coordinamento operativo e monitoraggio, implementato anche al fine della rendicontazione al FAMI.