Whistleblowing ok: nel 2018 raddoppiate segnalazioni di corruzione
16 Luglio 2019
Le segnalazioni di presunti atti di corruzioni nel 2018 sono state 783, più del doppio rispetto al 2017. E’ il dato che emerge dal 4° rapporto sul whistleblowing presentato questa mattina dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone.
Nei primi sei mesi del 2019 – continua il documento – ne sono giunte già 439 (73 al mese). In media, si tratta di oltre due segnalazioni di illeciti al giorno. Secondo le proiezioni, per la fine dell’anno dovrebbero arrivare a circa 900.
Questo è risultato, ha spiegato Cantone, di un’apposita applicazione informatica protetta, inserita a febbraio 2018 all’interno del sito Anac, che permette di segnalare reati o irregolarità di cui si venga a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro. Attualmente, l’82% delle segnalazioni arriva in questo modo. La parte restante arriva in modalità cartacea.
Nel 2018, il 32,1% delle segnalazioni è arrivato dal Nord, il 22,9% dal Centro e il 41,3% dal Sud e dalle Isole. Per quanto riguarda invece il 2019, al 30 giugno scorso, il 26% delle segnalazioni è pervenuto dal Nord, il 20,1% dal Centro e il 51,7% dal Sud e dalle Isole (non indicato nel restante dei casi). Nel 2019 aumentano le segnalazioni provenienti dal Sud e dalle Isole, si registra una leggera flessione per quelle del Centro Italia, mentre diminuiscono quelle che arrivano dalle amministrazioni del Nord.
In più della metà dei casi il whistleblower (ovvero il soggetto segnalante) è un dipendente pubblico (55,3% delle segnalazioni), un lavoratore/collaboratore di una impresa fornitrice della
Pubblica amministrazione (14,2%) o un dipendente di società controllate o partecipate 14%. I dirigenti sono poco più del 5%. Da rilevare come nel primo semestre 2019 siano già giunte 15 segnalazioni (4,2%) da militari e appartenenti alle Forze dell’ordine. In tutto il 2018 erano state 11.
Tra le tipologie di illeciti segnalati i più frequenti si confermano gli appalti illegittimi (22,6%). In calo i casi di corruzione, cattiva amministrazione ed abuso di potere (passati dal 24,1% del 2018 al 18,7% del 2019). A seguire, concorsi illegittimi (12,3%), cattiva gestione delle risorse pubbliche o vicende di danno erariale (11,5%) e i conflitti di interessi (9%).
Uno degli aspetti più interessanti, evidenzia il rapporto, è rappresentato dall’aumento delle segnalazioni che l’Anac, dopo averne riscontrato la fondatezza, ha inviato per approfondimenti di
natura penale o contabile. Nel 2018 sono state inviate 20 segnalazioni alla Procura della Repubblica e 19 alla Corte dei Conti. Nei primi 6 mesi del 2019 gli invii alla Procura sono già stati 33 e quelli alla Corte dei Conti sono 29. A ottobre 2018, ad esempio, grazie a un whistleblower sono stati eseguiti alcuni arresti per corruzione all’Agenzia delle entrate; lo scorso novembre, invece, Roma Capitale ha effettuato il primo licenziamento per assenteismo scaturito da una segnalazione analoga.
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