Apertura Anno Giudiziario, gli interventi in Cassazione

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Le misure per ridurre i tempi processuali, l’esigenza di arginare gli infortuni sul lavoro, l’impegno delle istituzioni nella lotta alla mafia, il problema delle risorse umane e strumentali nella giustizia e la necessità di applicare compiutamente le riforme richieste dal Pnrr. Questi i temi affrontati nell’intervento di apertura della cerimonia di piazza Cavour per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario da parte di Pietro Curzio, Primo Presidente della Cassazione.

Quanto ai dati delle pendenze giudiziarie, “continua il processo di riduzione del contenzioso” ed è importante – sottolinea Curzio – che tale tendenza “sia dovuta al saldo positivo tra sopravvenienze e definizione dei giudizi”, intaccando così l’arretrato. D’altronde, nota il Primo Presidente, la riduzione del “disposition time” resta l’obiettivo primario del Pnrr.

Anno giudiziario 2023

Nella sua prima apparizione pubblica, all’indomani dell’elezione, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli, ha focalizzato la sua riflessione sulla necessità che i magistrati “si distinguano per il rigore professionale, il riserbo in tutti i comportamenti e per il rispetto della dignità delle persone”. Dichiarandosi aperto all’ascolto e al dialogo con tutti i componenti del Consiglio, Pinelli ha poi messo in evidenza la necessità di garantire l’autonomia e l’indipendenza dell’Ordine Giudiziario – secondo il dettato costituzionale più volte richiamato dal Presidente della Repubblica – nonché l’esigenza di una “leale e proficua collaborazione tra le istituzioni del Paese”.

Anno giudiziario 2023

Dopo le relazioni del Primo Presidente e del Vicepresidente del Csm, è intervenuto il Guardasigilli che ha tracciato un quadro sintetico del “grande cantiere sempre della giustizia”, tra “riforme già varate da applicare e la progettazione di nuove”.

Nel suo discorso, il Procuratore generale della Cassazione, Luigi Salvato, ha posto in rilievo come, nel settore giudiziario, il 2022 sia stato l’anno che “ha segnato l’avvio della ripresa, dopo la gravissima crisi provocata dalla pandemia”. Importanti anche i successi messi a segno nella lotta alla criminalità organizzata, soprattutto nella prospettiva generale che il Paese “conservi la fiducia nella giustizia e che questa recuperi l’efficienza sulla quale i cittadini possono e devono fare affidamento”. Restano un punto oscuro, nella riflessione di Salvato, i dati sulla violenza di genere, e per questo “occorrono azioni positive non limitate alla repressione dei fenomeni marcatamente devianti”.

Anno giudiziario 2023

Maria Masi, presidente del Consiglio Nazionale Forense, è poi intervenuta auspicando che gli avvocati non rimangano “ai margini del nuovo sistema Giustizia” e che, nel quadro delle riforme, trovino applicazione alcuni aspetti su cui l’ordine forense ha già applicato schemi formativi, come “la digitalizzazione e la sperimentazione dei protocolli”, prima nel settore civile e quindi in quello penale. La necessità di difendere per un verso “la dignità dei detenuti” come pure l’esigenza di “non sacrificare le garanzie in nome dell’efficienza” sono altri temi affrontati dalla presidente Masi.

L’Avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli, ha dal canto suo evidenziato i significativi successi registrati dall’Avvocatura nel settore del contenzioso tributario e i decisi progressi nel superamento dei depositi cartacei e nell’utilizzo del processo telematico.

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