Audizione Senato, Bonafede: “Fine prescrizione? Nessuna apocalisse”

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Dopo aver svolto ieri alla Camera il seguito dell’audizione sulle linee programmatiche del Ministero, il Guardasigilli Alfonso Bonafede è intervenuto stamattina in commissione Giustizia del Senato per la replica alle domande dei senatori e per esporre gli obiettivi prioritari della sua azione. In materia di fisco e lotta all’evasione fiscale, il ministro della Giustizia ha precisato che “il carcere per gli evasori non riguarda il mancato versamento dell’iva. Si fa confusione per generare paura dello Stato che, invece, non deve esserci. Le norme contenute nel decreto fiscale riguardano i condannati definitivi per il reato di  dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni  inesistenti per un importo superiore a 100mila euro. Parliamo di chi ha frodato lo Stato per questa somma, si tratta di un vero e proprio furto ai danni della collettività. Gli imprenditori che evadono arrecano un danno agli imprenditori onesti e corretti e realizzano una forma di concorrenza sleale”.

Parlando della riforma del processo Bonafede ha aggiunto: “Dobbiamo lavorare per un processo che abbia tempi ragionevoli, con scadenze certe, con un calendario delle udienze sin dall’inizio del procedimento. La bozza di riforma del processo civile mira a eliminare i punti morti e cerca di caricare di significato udienze che per ora non hanno nessuna utilità. Il progetto introduce, inoltre, termini perentori che garantiscono una forte responsabilizzazione dei magistrati, tenuto conto che la nostra magistratura resta tra le migliori e più produttive al mondo”.

Il ministro della Giustizia ha, inoltre, ricordato anche i risultati raggiunti durante i primi mesi del suo mandato, tra cui la “riforma del diritto fallimentare, la legge anticorruzione, gli interventi in materia di ordinamento penitenziario, la legge Codice Rosso, la class action,  il provvedimento che prevede il divieto di rito abbreviato per i reati puniti con l’ergastolo, la legge sul voto di scambio politico-mafioso, gli investimenti sulla giustizia, le risorse per le assunzioni e le strutture giudiziarie”.

Sugli istituti penali minorili, il Guardasigilli ha precisato che “il tema vero non è il sovraffollamento, bensì l’impegno per incidere davvero sul percorso di rieducazione del minore”. Rispondendo a una domanda sulle piante organiche dei magistrati, Bonafede ha ricordato l’impegno per costituire “una task force mobile che verrà declinata e dislocata sul territorio a seconda delle esigenze”.

Sull’edilizia penitenziaria, il ministro ha spiegato che le pena “dev’essere scontata in condizioni di dignità. Il problema non si risolve facendo uscire i detenuti, il principio della certezza della pena non va indebolito. Fondamentale è il ruolo della rieducazione”. Replicando sulla questione della riforma della prescrizione, il Guardasigilli ha puntualizzato che “dal 2020 non ci sarà nessuna apocalisse, i primi effetti processuali delle nuove norme si avranno non prima del 2024”.