Bonafede: a Sulmona
una realtà virtuosa
5 Febbraio 2019
“A Sulmona ho trovato una realtà virtuosa e cercheremo di recuperare quei criteri trascurati nella precedente riforma che valorizzano le specificità territoriali e strutturali”. Questo il giudizio da Alfonso Bonafede al termine della sua ‘visita a sorpresa’ al Palazzo di Giustizia della città abruzzese. “Raggiungere un tribunale facendo 100 chilometri di autostrada e raggiungerlo facendo 100 chilometri di strada tortuosa e di montagna – ha proseguito il Ministro – è sicuramente cosa diversa. E garantiremo il servizio di giustizia a tutti i cittadini, anche a quelli che abitano in luoghi più disagiati e distanti”. Il ministro della Giustizia ha poi precisato che “il primo passo era assumere personale, che abbiamo finanziato nella legge di bilancio. Il secondo step sarà dislocare nelle varie realtà territoriali il personale degli uffici giudiziari in base alle esigenze di ogni realtà e alle emergenze. I primi risultati si vedranno entro marzo”.
“Sotto l’aspetto delle emergenze – ha continuato Bonafede – l’Abruzzo ha peculiarità che sono importanti, non soltanto per le calamità naturali che ha subito, ma anche per la situazione geografica. Ribadisco che non bisogna guardare solo ai numeri della popolazione ma anche all’importanza che lo Stato dia una risposta di giustizia a tutti i cittadini”.
Tra gli altri luoghi visitati “senza preavviso” da Bonafede nei mesi scorsi ricordiamo il carcere di Secondigliano (17 ottobre), il Tribunale di Roma (24 ottobre) e l’istituto di Sollicciano (17 dicembre). A Sulmona il Guardasigilli si è intrattenuto con i giornalisti che gli hanno posto diverse domande sui temi di attualità della giustizia.
“Nel 2019 saranno assunti 1.200/1.300 agenti di polizia penitenziaria e contemporaneamente stiamo lavorando sull’edilizia penitenziaria – ha detto il ministro -. Conto nel giro di pochissimo tempo di poter dare un’indicazione più completa sulla soluzione di utilizzazione alcune caserme dismesse in tutta Italia come nuovi istituti. Vogliamo anche concentrarci sulle pene alternative al carcere ma la condizione delle strutture è davvero grave”.
“Sto lavorando sulla rieducazione – ha poi aggiunto – e portando avanti protocolli in tutta Italia per cercare di rafforzare la migliore, cioè quella del lavoro dei detenuti. E lo sto facendo in collaborazione con i sindaci di grandi e piccole città. Inoltre, contemporaneamente, c’è da intervenire sull’edilizia penitenziaria, intensificando gli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, che sono spesso già in corso o basati al vecchio piano di edilizia penitenziaria”.
Un altro tema sollevato è stato quello dei ‘precari’ del settore. “Stiamo lavorando sui precari – ha detto Bonafede ai cronisti presenti -. Entro marzo faremo sapere come il Ministero si sta muovendo anche sui tirocinanti e assistenti giudiziari che sono in attesa dello scorrimento integrale della graduatoria. Per quanto riguarda la magistratura onoraria è attivo un tavolo di confronto. Nell’arco di due settimane ci sarà l’ultima riunione tra le parti e poi tireremo le somme”.