Bergamo, un ‘forno al fresco’ e lievita il futuro

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

“Quasi 12mila panettoni sfornati dall’inizio di ottobre” racconta Emilia Colombo, presidente della cooperativa sociale Calimero che da 10 anni offre opportunità di lavoro e reinserimento alle persone detenute nella casa circondariale di Bergamo. “Ora stiamo producendo pane, biscotti, grissini, cracker, ma presto inizieremo con le colombe”.

Il progetto ‘Forno al fresco’ offre a 9 detenuti la possibilità di imparare un mestiere che li aiuterà, una volta scontata la pena, a ricostruire una vita migliore. Il rapporto è regolamentato dalla normativa vigente: assunti dalla cooperativa, alla fine di un periodo di formazione, e retribuiti secondo gli standard. Il lavoro è diviso in turni di 6 ore che vanno avanti tutto il giorno; durante la notte si panifica mentre il resto del giorno viene dedicato alla produzione di prodotti come biscotti, cracker e grissini.

Grazie alla possibilità di lavorare, si abbatte sensibilmente il tasso di recidiva: solo il 30% ritorna in carcere rispetto all’80% dei detenuti che non hanno fatto attività in carcere.