Calabria: rapine e furti, operazione “Organetto”, 8 arresti nel Reggino

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Otto persone sono state arrestate stamane da Carabinieri e Polizia nell’ambito di un’inchiesta chiamata in codice “Organetto” – dal nome di uno degli strumenti da scasso utilizzati dalla banda – su una serie di rapine e furti d’auto avvenuti nel territorio della  provincia di Reggio Calabria. Sei le persone finite in carcere e due agli arresti domiciliari. Gli indagati rispondono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla programmazione di rapine ad uffici postali e furti di autovetture impiegate nella consumazione delle rapine, nonché di ricettazione e detenzione e porto illegale di armi. Le indagini, svolte sotto le direttive del procuratore vicario del capoluogo calabrese e di tre suoi sostituti, hanno visto confluire vari filoni investigativi sviluppati dalla Polizia di Stato e dall’arma dei Carabinieri.

La Squadra mobile aveva avviato le sue indagini a seguito della rapina nell’ufficio postale della frazione Sambatello di Reggio Calabria del 2 ottobre 2017, che frutto’ circa 11.000 euro. L’evento delittuoso, organizzato nei minimi dettagli, prevedeva anche la partecipazione attiva di una basista che dall’interno dell’ufficio postale avrebbe dovuto agevolare l’accesso dei rapinatori. Così non fu e la donna si confuse con l’utenza presente in quel momento nell’ufficio postale e fu anche interrogata successivamente dai Carabinieri. Sono confluite nelle indagini anche le rapine del 2 settembre 2017 all’Ufficio postale di Melicuccà e quella del 1° febbraio 2018 a Marina di Gioiosa Jonica, sempre in un ufficio postale. Sempre presente la figura del basista, che a Melicuccà era stata ricoperta dal direttore dell’ufficio.