Camorra: concorrenza illecita, 11 misure cautelari e sequestro di beni
15 Luglio 2019Mario Iavarazzo, già condannato per 416 bis, e’ destinatario – insieme ad altre 10 persone – di misure cautelari emesse dal gip di Napoli dopo indagini della Dia partenopea per concorrenza illecita, trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento personale, tutti reati aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso.
Iavarazzo, le cui attività erano fiorenti soprattutto grazie al fatto che era riconosciuto come imprenditore legato alla cosca e per aver favorito il gruppo Russo-Schiavone dei Casalesi, teneva la ‘cassa’ del clan ed era colui che, fino al 2010, distribuiva gli ‘stipendi’ agli affiliati e controllava le estorsioni e le attivita’ economiche del gruppo. Dopo la sua scarcerazione nel maggio 2015, aveva ripreso l’attività nel settore pubblicitario, ricorrendo anche alla forza di intimidazione della cosca nei confronti dei concorrenti. Coinvolto anche il fratello Francesco e la moglie di costui, il primo destinatario di una misura dell’obbligo di dimora, e Gennaro Esposito, fidato collaboratore anche lui, ora, con obbligo di dimora.
Le indagini, inoltre, hanno fatto emergere il ruolo dell’imprenditore Armando Aprile, attivo nel medesimo settore della cartellonistica pubblicitaria, che con i fratelli Iavarazzo aveva un rapporto societario di fatto, mettendo a disposizione una delle sue società, la Spm srl, il cui valore e’ stimabile in circa due milioni di euro, e che e’ stata sottoposta a sequestro preventivo in esecuzione di un decreto d’urgenza emesso per impedire l’aggravamento delle conseguenze dei reati contestati dal gip.