Corruzione: autostrade Sicilia, 3 arresti e misure interdittive

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Due funzionari del Consorzio Autostrade Siciliane e un imprenditore  milanese sono stati accusati di corruzione, turbativa d’asta, falsità ideologiche, truffa. La misura cautelare che li ha colpiti prevede anche il divieto di partecipare a nuove gare d’appalto. Altri cinque imprenditori sono indagati  nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina e condotta dalla Dia Peloritana. L’indagine ha riguardato l’assegnazione di appalti relativi alle autostrada Messina-Palermo e Messina-Catania, e i relativi lavori in un asse viario già molto problematico, di particolare interesse l’appalto per la messa in sicurezza delle gallerie Tindari e Capo d’Orlando. Si tratta di lavori per un importo a base d’asta di circa 25 milioni di euro aggiudicati nel 2015.  L’accusa e’ che nonostante l’offerta dell’Ati fosse stata considerata dalla commissione di gara “anormalmente bassa”, veniva ritenuta attendibile e affidabile e indicava che “le giustificazioni documentate” erano “sufficienti a escludere l’incongruità dell’offerta”.

Irregolarità sono state evidenziate anche per la realizzazione di un importante sistema di sicurezza delle gallerie, ritenuto dalla normativa vigente indispensabile per garantire l’incolumità degli utenti.