‘Dai banchi all’aula’: gli studenti di Modena simulano un processo penale
27 Maggio 2026163 studenti, appartenenti a otto classi di sette istituti superiori di Modena, sono diventati pubblici ministeri, avvocati e giudici per un giorno.
Grazie al progetto sperimentale “Dai banchi all’aula. Interpretare per capire, capire per cambiare”, avviato lo scorso autunno dal Tribunale di Modena in collaborazione con l’Ordine degli avvocati e l’Ufficio scolastico provinciale modenese, i ragazzi hanno acquisito maggiore consapevolezza sui meccanismi e sul funzionamento della giustizia, non solo a livello teorico ma soprattutto pratico.
Da settembre, hanno seguito le lezioni sui rischi e sulle responsabilità connesse alle condotte illecite, svolte dai professori affiancati dai professionisti del settore giustizia. Per favorire una riflessione critica sui concetti di colpa, pena, diritti e presunzione di innocenza sono stati trattati fattispecie di reati vicini ai giovani come il bullismo, revenge porn e molestie.
Durante la seconda parte del progetto, sono stati assegnati i ruoli e, negli spazi verdi del Tribunale di Modena, si è tenuta la simulazione di un processo penale, con un presunto responsabile, un presunto accusatore, un avvocato e una Corte.
Per il presidente del Tribunale, Alberto Rizzo: “Vivere l’esperienza del processo penale va ben oltre lo studio: è un viaggio nel cuore pulsante dei nostri valori. I ragazzi non scoprono solo gli ingranaggi della giustizia, ma toccano con mano il peso delle responsabilità, affrontando da protagonisti temi di particolare delicatezza. Davanti a progetti così intensi, il cuore si riempie di speranza: guardare al domani non fa più paura, perché le radici dei nostri giovani sono forti, sane e pronte a sostenere il futuro”.
Il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Roberto Mariani, in una nota ha dichiarato: “Questo progetto è la prova di un’alleanza possibile: lo Stato che si unisce per dare vita a una società più giusta, dove la legalità si respira e si vive sulla propria pelle, quotidianamente, ben oltre i banchi di scuola. Questa preziosa sinergia non è un atto dovuto, ma un autentico atto d’amore per il territorio: una vera e propria semina di giustizia i cui frutti cambieranno il volto delle nostre comunità”.