Firenze: corsi su radicalizzazione
6 Febbraio 2019“Il rischio di radicalizzazione in carcere è alto. Bisogna essere essere vigili e favorire l’ingresso di persone competenti che possano offrire una sorta di sostegno personale, psicologico e religioso adeguato ai detenuti”. Lo ha detto il segretario generale della Confederazione Islamica Italiana Massimo Abdallah Cozzolino durante la lezione sulla Radicalizzazione violenta nel sistema penitenziario italiano organizzato nell’ambito del progetto europeo Fair (Fighting Against Intimates Radicalisation) e rivolto agli operatori degli istituti penitenziari.
L’obiettivo delle lezioni, organizzate da Nuovo Villaggio del Fanciullo di Ravenna, Cerchio Blu e la Scuola di formazione nella gestione delle emergenze è quello di trovare le coordinate per interpretare questo fenomeno e avere misure di prevenzione e capire come agire.
Nel suo intervento Cozzolino si è soffermato, inoltre, sui possibili segnali d’allarme su cui porre attenzione, andando oltre la semplificazione del ‘chi pratica è radicale’. Gli elementi di contrapposizione tra detenuto e compagni di cella, o gli operatori, ad esempio, sono un elemento di allerta importante.