Il carcere di Opera: in cammino per la solidarietà alimentare
10 Novembre 2025È stata la Casa di Reclusione Opera di Milano la sede prescelta, questa volta, per l’evento di lancio della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che si svolgerà sabato 15 novembre in tutta Italia.
Organizzata, come ogni anno, dalla Fondazione Banco Alimentare, l’iniziativa ha voluto, per il 2025, coniugarsi con un luogo emblematico. Come si legge nel documento ufficiale con cui il 17 ottobre scorso è stato presentato l’avvenimento, scegliere il carcere significa sottolineare “il valore educativo e rigenerativo della Colletta, capace di raggiungere e coinvolgere tutti, anche chi vive situazioni di fragilità e restrizione”.
La prossima colletta alimentare interesserà circa dodicimila supermercati e coinvolgerà milioni di persone nel gesto di donare parte della propria spesa a chi è in difficoltà. La fondazione promotrice, che dal 1989 si impegna nella lotta allo spreco di prodotti commestibili, ha deciso di estendere l’iniziativa della distribuzione di generi alimentari agli istituti penitenziari, con cui collabora da oltre quindici anni. La creazione di una condivisione, nella rete della solidarietà, tra carcere e realtà esterna viene evidenziata da Fabio Pinelli, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, che sottolinea come la valenza rieducativa possa realizzarsi “solo attraverso il rapporto tra il dentro e il fuori”. Porre un luogo di reclusione come punto di partenza della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare ha un alto valore simbolico: “si può scontare una pena senza essere esclusi dalla società civile”, prosegue l’avvocato.
Marco Piuri, presidente della Fondazione Banco Alimentare, nata, come parte di una federazione europea, con lo scopo di contribuire a combattere il problema della fame, afferma, nel comunicato stampa del 17 ottobre, che acquistare e donare cibo è qualcosa di “semplice e alla portata di tutti” e che “la partecipazione delle persone detenute testimonia che è un gesto che può generare valore e speranza, anche dove la vita appare più difficile”.
Il coinvolgimento degli istituti penitenziari nella promozione della lotta alla povertà e all’emarginazione, attraverso una gestione più responsabile delle risorse alimentari, ha indubbiamente una valenza rieducativa, che radica l’universo carcerario – detenuti ed operatori penitenziari – all’interno della comunità, favorendo un modello esistenziale alternativo rispetto alla devianza e all’isolamento. Come fa notare Incoronata Corfiati, Primo dirigente del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria della Lombardia, la partecipazione del carcere alla Colletta Alimentare “è un’occasione preziosa per far conoscere la realtà penitenziaria al mondo esterno e offrire un esempio positivo di vicinanza verso chi vive situazioni di fragilità”.
Fabio Romano, presidente di Incontro e Presenza, una delle associazioni con cui il Banco alimentare collabora all’interno delle carceri, nella presentazione dell’evento, ha voluto portare alcune testimonianze dei detenuti che hanno partecipato alle scorse edizioni, “diventando parte attiva di una catena di bene che unisce chi dona e chi riceve”. Uno dei reclusi che hanno collaborato alle collette degli anni passati afferma: “Quando ti senti guardato così – non per quello che hai sbagliato, ma per quello che puoi ancora dare – cominci a credere che è possibile, e persino bello, vivere in un altro modo”.
Monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, sigla l’iniziativa ricordando che “da qui può ripartire la speranza: si può rinascere, tutti, nessuno escluso”.