L’Aquila: corruzione e accesso abusivo a sistemi informatici, 4 arresti
4 Febbraio 2020Corruzione e accesso abusivo ai sistemi informatici, i reati contestati e che hanno portato all’arresto di quattro persone, tre in carcere e una ai domiciliari, in esecuzione di ordinanza emessa dal Gip del Tribunale dell’Aquila, su richiesta della Procura dell’Aquila. Sono stati gli uomini del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza ad eseguire l’ordinanza e contestualmente, il decreto di sequestro preventivo di denaro e beni per circa 18 mila euro, corrispondente al prezzo e profitto della corruzione. L’impianto investigativo aveva già portato, nel mese di dicembre, all’esecuzione di dodici misure cautelari emesse dal Gip presso il Tribunale di Roma, per le stesse ipotesi di reato, con oltre 70 indagati e il coinvolgimento, a livello nazionale, di 20 società e dipendenti pubblici infedeli appartenenti a differenti amministrazioni dello Stato.
Con l’ordinanza cautelare del Tribunale di L’Aquila è stata quindi confermata l’esistenza di un sistema illecito messo in atto da tre persone, titolari per lo più di agenzie di informazioni e di recupero crediti, che si sono avvalsi della sistematica collaborazione di un pubblico ufficiale di Pescara che ha eseguito plurimi accessi abusivi alle banche dati protette da misure di sicurezza, fornendo dati di vario genere, dietro l’erogazione di un compenso, pari mediamente a 5 euro per ”visura”.
Per effettuare le comunicazioni illecite dei dati, il pubblico ufficiale faceva uso di un telefono intestato ad uno straniero, mentre i pagamenti illeciti avvenivano in denaro contante con ricariche su carte poste-pay riconducibile ad altri, ovvero con vaglia intestato ad uno stretto familiare.