Le borse delle detenute-stiliste nel carcere di Bollate

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Il tempo, elemento centrale del sentire delle persone recluse, è il tema da cui sono partite le detenute del Casa di Reclusione Milano Bollate per la creazione delle borse con cui si è chiuso il percorso di formazione promosso dalla Fondazione Francesco Morelli.

Il progetto Unlimited Edition: The Bag ha coinvolto otto donne dell’istituto penitenziario, selezionate tra diverse candidate, guidate da docenti e professionisti del settore. Trentatré ore di corso, dalla fine di settembre al 4 novembre, per realizzare modelli originali, grazie alla collaborazione dell’Istituto Europeo di Design, di Ethicarei, e della Fondazione Severino.
Ogni donna ha disegnato una borsa che possa in qualche modo rappresentarla, per cui ogni esemplare è unico. Comune denominatore sono i tessuti naturali con cui le borse sono state realizzate dalla Cooperativa Alice.

Un corso di formazione, quello appena concluso, che coincide con un’occasione di trasformazione per le donne detenute. “Crediamo che la cultura del design possa generare un cambiamento positivo soprattutto dove ci sono marginalità e fragilità”, ha dichiarato a Roberta Rampini del Giorno, il 3 novembre, Maria Teresa Coradduzza, vicepresidente della Fondazione Francesco Morelli.

L’attività si è conclusa con la consegna delle borse alle detenute che le hanno ideate, unitamente agli attestati di partecipazione al corso. Alla cerimonia hanno  fatto seguito sia un documentario, firmato da Oxymoro, che illustra le fasi del lavoro, sia un servizio fotografico di Rita Lino, che mostra le otto borse. “Offrire un’opportunità di sviluppare competenze utili e concrete a persone che purtroppo solitamente hanno accesso scarso o nullo alla formazione è per noi un’azione di responsabilità sociale che interpreta con coerenza la visione e l’eredità di Francesco Morelli”, conclude Coradduzza.