Mafia: catturato nuovo boss di Belmonte, da poco in libertà
15 Gennaio 2020Arrestato il nuovo capo della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo: si tratta di Salvatore Francesco Tumminia, da poco tornato in libertà dopo essere stato condannato per associazione mafiosa a seguito dell’operazione “Perseo” del 16 dicembre 2008.
La Direzione distrettuale antimafia ha emesso un fermo di indiziato di delitto nei confronti di due persone ritenute responsabili di associazione mafiosa, che i carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno arrestato nel corso della notte. Contemporaneamente i militari hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip, nei confronti di altre due persone, già sottoposte agli arresti domiciliari, ritenute responsabili di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Le indagini hanno documentato gli assetti e le dinamiche criminali della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno all’indomani dell’Operazione “Cupola 2.0” del 4 dicembre 2018, a seguito della quale erano stati arrestati, tra gli altri, gli uomini al vertice del mandamento mafioso di Misilmeri-Belmonte Mezzagno.
Immediatamente dopo l’operazione, a Belmonte Mezzagno, erano state registrate fibrillazioni che, nel corso del 2019, sono sfociate in gravi fatti di sangue: il 10 gennaio 2019, Vincenzo Greco, pregiudicato, è stato ucciso in un agguato mafioso mentre rincasava dal lavoro nei campi; l’8 maggio 2019, il commercialista Antonio Di Liberto, poco dopo essere uscito di casa a bordo della propria auto, è stato ammazzato con una scarica di proiettili; il 2 dicembre 2019, due sicari, a bordo di uno scooter e col volto coperto da caschi integrali, noncuranti della presenza di numerosissimi passanti, approfittando del traffico in una via del centro cittadino, hanno fatto rallentare l’auto condotta da Giuseppe Benigno contro cui hanno esploso 9 colpi d’arma da fuoco. Per un caso fortuito, solamente due proiettili colpito alla spalla sinistra l’imprenditore, il quale, nonostante le ferite, è riuscito a guidare la propria auto fino al pronto soccorso dell’Ospedale Civico di Palermo. E’ evidente che l’arresto e la successiva decisione di collaborare con la giustizia di Filippo Bisconti, all’epoca capo del mandamento, avessero provocato delle forti ripercussioni.
Le indagini, che erano state focalizzate sul territorio belmontese già all’indomani dell’omicidio di Vincenzo Greco, hanno consentito, in tempi brevi, di ricostruire parte dell’organigramma della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno individuando l’uomo che ne aveva assunto il vertice: quel Salvatore Francesco Tumminia che aveva accentrato il potere nelle proprie mani, gestendo il settore delle estorsioni, infiltrandosi nelle istituzioni sane della città e ponendosi quale punto di riferimento per la risoluzione delle problematiche più svariate da affiliati e insospettabili.