Mafia: Paternò, imposto pizzo a catena supermercati, 20 arresti
6 Ottobre 2020I carabinieri di Catania hanno eseguito questa mattina l’ordinanza del Gip di Catania che ha portato in carcere venti persone, accusate di estorsione in danno di commercianti e imprenditori tra il quartiere catanese di San Giovanni Galermo e Paternò. La mafia degli Assinnata di Paternò faceva pagare a una catena di supermercati il “pizzo” a titolo di protezione e, in occasione dell’apertura del secondo punto vendita a Misterbianco, erano stati imposti alcuni familiari come parcheggiatori abusivi .
L’inchiesta “Jukebox” dei carabinieri di Catania, nasce dall’asfissiante cappa della mafia nei confronti di due imprenditori, padre e figlio, costretti per almeno due decenni a pagare per evitare ritorsioni. Dai racconti dei due viene fuori la mafia che controlla le attività come fosse una succursale del fisco, stabilendo l’incremento da far pagare non appena nelle aziende crescevano i volumi d’affare: si partiva da 350 euro, poi 700, fino ad arrivare a 1000 con uno sconto di 50 euro. E soprattutto con i fuori programma delle feste: casse di champagne e dolci tipici per il sollazzo dei boss e dei picciotti degli Assinnata.