Nella Valle dei Templi, tra archeologia e paesaggi, l’olio dei detenuti
23 Dicembre 2025“Viaggiare su un filo d’olio” è il progetto di agricoltura sociale, condotto nella Casa Circondariale Petrusa di Agrigento, sostenuto dal “Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi” e dal frantoio “Val Paradiso” di Naro, che ha consentito ad alcuni detenuti dell’istituto di acquisire competenze in materia olivicola, attraverso attività di formazione e lavoro. Al momento dell’apprendimento sono seguite le operazioni della raccolta delle olive e della molitura. L’ olio prodotto grazie al lavoro delle persone recluse sarà donato alla Caritas di Agrigento e alla comunità missionaria Porta aperta; una parte dello stesso prodotto verrà elargito all’Arcidiocesi della città per farne “olio santo”. Un movimento di solidarietà che dall’esterno entra nel carcere per tornare fuori. Anna Puci, direttrice dell’istituto penitenziario agrigentino sottolinea la possibilità offerta ai detenuti di “godere anche della bellezza della natura, del riuscire ad andare fuori e quindi poter guardare il tramonto, poter guardare la Valle, riuscire a sentire gli odori, riuscire a toccare la terra”.
La conclusione dell’edizione del 2025 del progetto ha visto impegnati i partecipanti in un corso di panificazione, attività che riveste un alto valore educativo e simbolico. Il processo di trasformazione della materia prima in nutrimento rimanda, infatti, all’abbondanza e alla vita stessa. L’evento sottolinea anche il significato della condivisione che impronta l’intero percorso: si lavora insieme, per un bene comune, come “compagni” (termine, quest’ultimo, che deriva dalla locuzione “cum panis”, legandosi proprio all’alimento che, per antonomasia, rappresenta il sostentamento). La degustazione dell’olio extravergine di eccellenza e del pane appena sfornato è stato l’evento conclusivo dell’iniziativa.
La preparazione del pane ha coinvolto “Casa Diodoros”, fulcro di un’iniziativa nata, quest’anno, dalla cooperazione tra enti pubblici e privati, che valorizza la storia e la biodiversità del territorio, producendo e commercializzando le eccellenze agricole e gastronomiche. “Con il progetto Diodoros ci occupiamo di inclusione sociale, per questo abbiamo subito accolto la proposta di sostenere questa iniziativa, che offre ai detenuti di guardare al proprio percorso di reintegro attraverso il lavoro e il recupero del paesaggio”, dichiara Roberto Sciarratta, direttore del parco dei templi.
L’iniziativa dell’agricoltura sociale si conferma uno strumento utile per la costruzione di prospettive professionali future, al termine della reclusione. “Essere braccio operativo di questo progetto – commenta Massimo Carlino, della società Val Paradiso – è stato per noi anche un grande arricchimento umano, perché abbiamo lavorato fianco a fianco con queste persone dell’istituto carcerario, offrendo loro la possibilità di avere degli obiettivi un po’ più lunghi, per quella che sarà la loro vita tra qualche anno”.