Palermo: confiscati beni per 18milioni di euro a ‘imprenditore mafioso’

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La I sezione penale e misure di prevenzione del Tribunale di Palermo ha emesso un decreto di confisca, relativo ai beni ‘riconducibili’ a Giuseppe Bordonaro, imprenditore siciliano attivo nel settore delle cave e dei materiali inerti per l’edilizia. Sedici i sequestri eseguiti precedentemente della Direzione Investigativa Antimafia a seguito delle attività di indagine dalle quali era emerso, a carico del Bordonaro, un quadro accusatorio che lo qualificava come “imprenditore mafioso” : sin dall’inizio degli anni ’80 intratteneva stretti rapporti con esponenti di spicco di cosa nostra, divenendo il collettore dei loro interessi nell’aggiudicazione di appalti, subappalti e contratti di fornitura nella provincia di Palermo, e ottenendo da loro in cambio protezione nello svolgimento della sua attività.
A carico di Giuseppe Bordonaro, che era subentrato nel tempo nelle attività del padre Salvatore, assieme anche ai fratelli, durante il processo era anche state raccolte dall’accusa le dichiarazioni convergenti e univoche di alcuni importanti nomi di spicco delle famiglie mafiose che nel tempo avevano iniziato a collaborare con la giustizia, fra i quali Ganci, Cancemi, Brusca e altri ancora.
In seguito ad accertamenti e riscontri patrimoniali, grazie ai quali è stato possibile dimostrare la sperequazione fra redditi dichiarati e investimenti sostenuti, sono stati quindi sequestrati beni per un ammontare di 18 milioni di euro, tra i quali 19 immobili, 13 conto correnti e tanto altro ancora. Con lo stesso decreto il Tribunale ha disposto il dissequestro di alcuni immobili, risultati pervenuti in successione, nonché di quote di capitale sociale, autovetture ed altri immobili.