Pilotavano appalti nella sanità: 12 misure cautelari, c’è anche manager Covid-19

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La Guardia di Finanza di Palermo ha scoperto un intreccio di corruzioni e appalti pilotati nella sanità siciliana, causando un vero e proprio terremoto giudiziario, che vede coinvolto nel vasto giro di mazzette anche il coordinatore della struttura Covid in Sicilia.
I finanzieri del locale Comando Provinciale, su delega della Procura della Repubblica di Palermo, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale del capoluogo nei confronti di 12 persone, a vario titolo indagate per corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti. Due sono i destinatari di custodia cautelare in carcere, otto sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre per due è stata disposta la misura del divieto temporaneo di esercitare attività professionali, imprenditoriale e pubblici uffici.
Con lo stesso provvedimento il Gip ha disposto il sequestro preventivo di 7 società, con sede in Sicilia e Lombardia, e di disponibilità finanziarie per 160.000 euro, quale ammontare allo stato accertato delle tangenti già versate: le tangenti promesse ai pubblici ufficiali raggiungono, però, come riferito dalla Fiamme gialle, “una cifra pari ad almeno 1.800.000 euro”.