Roma: rivendevano auto rubate con documenti falsi, 6 arresti
16 Ottobre 2019Si e’ conclusa questa mattina all’alba, con l’esecuzione di 6 misure cautelari disposte dal Gip di Roma e di 12 perquisizioni a carico di altrettanti indagati, l’operazione denominata “Bad surprise”. L’indagine della Polizia Stradale di Albano, coordinata dal pool “Reati gravi contro il patrimonio e lotta agli stupefacenti” della Procura della Repubblica di Roma, ha riguardato complessivamente 12 indagati, richiesto oltre sei mesi di lavoro e consentito l’applicazione di misure cautelari personali (custodia cautelare in carcere e arresti domiciliari). Le misure emesse dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura, sono state disposte per il reato di associazione a delinquere, attiva nella Capitale e in altre province del Lazio, finalizzata al riciclaggio di veicoli, furto, ricettazione, truffa e trasferimento fraudolento di beni.
L’indagine, partita dagli accertamenti effettuati su un’auto di media cilindrata acquistata su un noto sito di compravendita di auto usate da un ignaro acquirente, ha consentito, grazie al controllo del veicolo e della carta di circolazione, di svelare il modus operandi del gruppo organizzato: l’autovettura, in realtà provento di furto, era stata dotata di targhe e carta di circolazione riconducibili ad un veicolo dello stesso modello non più marciante (relitto incidentato), acquistato dal capo dell’associazione a prezzi irrisori. Tale veicolo era stato intestato a una persona deceduta per cause naturali nel corso delle indagini – e successivamente rivenduto ad un ignaro acquirente. Il capo dell’associazione, approfondendo le indagini, è risultato proprietario, per breve tempo, di numerosi autoveicoli, poi velocemente rivenduti. I controlli hanno confermato che anche altri 8 veicoli erano stati riciclati con uguale tecnica, sempre in danno di altrettanti ignari acquirenti, che hanno perso sia i soldi versati per l’acquisto sia l’auto oggetto di riciclaggio.
Nel corso delle investigazioni, altre sei persone sono state indagate per aver partecipato, a vario titolo, alle illecite attività e circa 30 veicoli sono stati sequestrati e restituiti ai legittimi proprietari, alcuni dei quali già fatti a pezzi per essere rivenduti come ricambi. I due fratelli a capo dell’organizzazione sono stati associati al carcere di Regina Coeli, mentre gli altri 4 componenti della banda sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.