Taranto: corruzione negli appalti della Marina militare, 12 arresti

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Corruzione e turbativa d’asta in gare d’appalto indette dalla Marina militare: queste le contestazioni, a conclusione delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto di Taranto. La Guardia di finanza del Comando provinciale ha eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip, nei confronti di 12 indagati (fra i quali c’è anche il direttore dell’Arsenale militare) che, a vario titolo, devono rispondere di associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, corruzione e furto aggravato. Le indagini, condotte dai militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Taranto, hanno riguardato l’aggiudicazione degli appalti relativi ai lavori di ammodernamento e riparazione di unità navali in dotazione alla Marina militare di Taranto.

Tra i destinatari del provvedimento figurano diversi imprenditori, due ufficiali della Marina militare e due dipendenti civili della Forza Armata. L’indagine ha svelato una vera e propria associazione per delinquere, composta da imprenditori tarantini, in grado di pilotare a proprio favore le aggiudicazioni degli appalti banditi dall’Arsenale e dalla Stazione navale della Marina Militare di Taranto. Il gruppo d’affari, con la connivenza di un ufficiale della Marina militare in servizio presso l’Arsenale di Taranto, è riuscito ad aggiudicarsi, tra ottobre e dicembre 2018, 16 appalti per un totale di quasi 15 milioni di euro. In particolare, dalle indagini e’ emerso che per una gara di circa 3 milioni di euro, relativa ai lavori di ammodernamento della flotta, vi e’ stato un frazionamento artificioso degli appalti originari in  11 gare, al fine di garantire ad ogni società l’aggiudicazione di una porzione dei lavori e di conseguire un maggior guadagno.