Un palcoscenico per i detenuti: a Ferrara “L’intelligenza dei fiori”
3 Dicembre 2025Dove sono finiti i fiori? È la domanda che percorre la rappresentazione teatrale che, da giovedì 4 dicembre a sabato 6, sarà presentata al pubblico nella Casa Circondariale Costantino Satta di Ferrara.
Where have all the flowers gone? è il titolo scelto per lo spettacolo realizzato dal Laboratorio Permanente di Creazione Teatrale, che ha sede nello stesso istituto penitenziario, e che svolge la propria attività attraverso l’associazione di promozione sociale CARPA (centro artistico di ricerca periferie), presieduta da Veronica Ragusa.
Il lavoro arriva come risultato del progetto teatrale L’intelligenza dei fiori (espressione tratta dal saggio di Maurice Maeterlinck), sostenuto dal Ministero della Giustizia e dal Comune di Ferrara. “Da anni l’amministrazione comunale sostiene il laboratorio teatrale in carcere in quanto spazio in cui si lavora, si cresce e si costruiscono nuove competenze e relazioni”, dichiara a Margherita Goberti, del quotidiano La Nuova Ferrara del 2 dicembre, Angela Coletti, assessore alle politiche sociali della città.
Si tratta di uno degli appuntamenti del Festival Trasparenze di Teatro Carcere, giunto, quest’anno, alla sua quinta edizione, e si presenta come un viaggio nel mondo, attraverso diversi corpi e differenti voci, per mostrare che il desiderio di sbocciare non si esaurisce mai, neanche nei luoghi e nei momenti bui dell’esistenza.
È Marco Luciano, direttore del laboratorio, a curare la regia dello spettacolo, che vede come protagonisti i detenuti, sia in qualità di interpreti, sia come aiuto tecnici, in collaborazione con l’attore Andrea Zerbini e con i professionisti Giulio Belletti (per le luci) e Stefano Galassi (per la musica).
“Un’esperienza consolidata, perché il teatro non è solo attività culturale, ma anche formazione, con effetti di introspezione, condivisione di diversi linguaggi, una realtà che fa bene ai carcerati, oltre che attività terapeutica e, perfino, con sbocchi professionali”, ha commentato la direttrice del carcere, Maria Martone, rispondendo a Margherita Goberti.