Volontari alla Dozza, Bologna premia i tutor della fabbrica in carcere

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“Solo con il lavoro possono riscattarsi”. Questo il messaggio che Aldo Gori cerca di trasmettere ai detenuti che lavorano nella fabbrica aperta all’interno nel carcere di Bologna. E’ un tutor volontari di ‘Fare impresa in Dozza- Fid’ che oggi – assieme agli altri suoi colleghi – ha ricevuto dal Comune di Bologna la Turrita d’argento per “lo straordinario esempio di partecipazione e solidarietà all’interno del carcere” ha commentato il sindaco Lepore.

Il cuore pulsante dell’iniziativa è proprio nei volontari, un gruppo di tutor, collaboratori delle aziende fondatrici di Fid in pensione, che si dedicano alla formazione dei detenuti e li seguono nel lavoro quotidiano in fabbrica, trasferendo contenuti tecnici per il montaggio e l’assemblaggio di pezzi meccanici e la costruzione di componenti. “I tutor sono nostri pensionati che invece di dedicarsi al meritato riposo vanno oltre e offrono le loro competenze, la loro professionalità, soprattutto la loro umanità in questo generoso tentativo di recuperare alla vita normale persone che hanno sbagliato, ma non per questo hanno perso la speranza. – ha commentato Maurizio Marchesini, presidente della Fid – L’esperienza sta andando bene – prosegue – e l’indice di recidiva è crollato a meno del 10%, a fronte di una media nazionale che supera il 70%”.

In questi anni Fid, una vera e propria azienda meccanica con veri e propri trattamenti normativi e salariali, che opera da 13 anni alla Dozza, ha coinvolto 75 detenuti, aiutandoli poi – una volta usciti dal carcere – a trovare lavoro nel settore del packaging.

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