Carcere Padova, la direttrice: “Qui si punta a vivere, non a sopravvivere”
27 Marzo 2025
“Sono cresciuta con il senso delle istituzioni” è forse in estrema sintesi ciò che guida Maria Gabriella Lusi, la nuova direttrice del Carcere di Padova ‘Due Palazzi’ intervistata da Marta Randon per Il Mattino di Padova. Entra nell’amministrazione penitenziaria nel ’97 e da allora gira gran parte degli istituti del nord Italia, da Bergamo a Bollate, da Parma a Brescia , Voghera, Cremona e Piacenza.
E’ la prima donna alla guida di questo carcere, ma spera di essere innanzitutto “una professionista”, perché “per dirigere una macchina così complessa serve soprattutto un bell’equilibrio professionale e di conseguenza personale”. Grande attenzione al rapporto con il territorio: “Ogni istituto vive per come vive il territorio”. E il Due Palazzi questo lo sa bene, avendo fatto dei rapporti con il terzo settore un fiore all’occhiello: “La ricchezza delle collaborazioni con istituzioni, enti, società sportive – dice Maria Gabriella Lusi – fa di questa realtà un luogo speciale”, che gode anche del personale “che ha uno sguardo aperto ed é abituato a lavorare con il territorio con consapevolezza”, plaude la direttrice, così come della magistratura di sorveglianza, “attenta al contesto e collaborante”.
Ma Lusi non si ferma a guardare dentro casa e pensa che sarebbe bello “un collegamento tra realtà virtuose” come tra il Due Palazzi e Bollate, “realtà simili”.
Però non di solo territorio e attività rieducative vive il Due Palazzi, i problemi ci sono anche qui: il sovraffollamento, ma comunque “nei parametri” come lo definisce la direttrice; la desolante realtà dei suicidi, due nell’ultimo periodo, che svela “la fragilità che in carcere aumenta” ma che impone una riflessione, cui Lusi non si sottrae, “un importante lavoro di prossimità per coglierne i segni” affiancato anche dal lavoro sulla prevenzione del rischio suicidario, che porta avanti l’Amministrazione a Roma.
“Bisogna essere seri, perché la superficialità non é concessa quando si ha a che fare con le persone” questo un po’ l’autoritratto e l’auspicio che Maria Gabriella Lusi traccia pensando a sé, donna e direttrice di carcere. E anche il nonno Giovanni, deputato Dc dell’Assemblea costituente, che non ha conosciuto, sarebbe stato fiero di lei. Garantiscono i suoi familiari.