Cartabia in visita nel “bunkerino” di Falcone e Borsellino

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Uscita dall’incontro nell’Aula magna della Corte d’Appello di Palermo, la ministra della Giustizia Marta Cartabia ha visitato i locali posti nel primo ammezzato del palazzo, dove lavoravano i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, in ambienti blindati e videosorvegliati.

Si tratta del cosiddetto ‘bunkerino’, uffici e archivi dove sono contenuti gli atti e i fascicoli cartacei originali, ancora da digitalizzare: la Guardasigilli è stata accompagnata dal presidente della Corte d’appello, Matteo Frasca, con il presidente del tribunale, Antonio Balsamo, e il procuratore generale, Annamaria Palma. I vertici degli uffici giudiziari palermitani hanno mostrato alla ministra il documento dell’interrogatorio di Tommaso Buscetta, primo storico ‘pentito’ di Cosa Nostra.

400x300 cartabia archivi bunkerino falcone e borsellino

Presente alla visita anche Giovanni Paparcuri, che era sfuggito all’attentato del 29 luglio 1983 in cui perse la vita il consigliere istruttore Rocco Chinnici e in seguito è stato per anni stretto collaboratore di Falcone e Borsellino. Proprio al determinante contributo di Paparcuri – con l’aiuto dell’Anm – si deve la fedele “ricostruzione” degli ambienti, con il recupero delle suppellettili e delle attrezzature dell’epoca: compresi gli strumenti informatici e i computer portatili che lo stesso collaboratore e i giudici utilizzarono per i primi tentativi di automazione, in quegli anni ancora in forma pionieristica in ambito giudiziario, proprio nei grandi processi alla mafia.

La ministra Cartabia è stata accompagnata anche nei locali dell’archivio dove sono custoditi i fascicoli originali con gli atti del Maxi processo a Cosa Nostra.

LA GALLERIA FOTOGRAFICA