Combattere la violenza sulle donne: l’esempio del Tribunale di Roma
25 Novembre 2019
“Un fenomeno allarmante che stiamo cercando di contrastare con l’istituzione a Roma del tavolo interistituzionale, che rappresenta la prima esperienza a livello nazionale, da una parte e dall’altra con l’individuazione di meccanismi che tendono alla specializzazione dei giudici che si occupano della materia e di altri meccanismi che hanno cercato di accelerare i processi. Un risultato che abbiamo ottenuto con il raddoppio del numero dei giudici in dibattimento che si occupano dei reati a livello monocratico di cui stiamo parlando”.
Queste la parole di Francesco Monastero, presidente del Tribunale di Roma nel corso del seminario organizzato in Cassazione nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Nel sinergico tavolo interistituzionale “significativa” è la presenza dei centri antiviolenza, ha ricordato Monastero.
“L’avvocatura è in prima linea” contro il fenomeno, ha sottolineato da parte sua il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma Antonino Galletti, introducendo l’evento prima di leggere la lettera del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Gli studi legali sparsi sul territorio – ha aggiunto Galletti – rappresentano presidi di legalità ai quali le donne possono rivolgersi per essere consigliate e assistite. Il clima della città di Roma credo che sia propizio per combattere in tutti i modi la violenza sulle donne. Esistono protocolli con le forze dell’ordine e con il Tribunale”.
“Il messaggio di Sergio Mattarella dimostra il livello di attenzione che lo Stato ha nei confronti dei delitti contro le donne”, ha evidenziato il cavaliere della Repubblica Irma Conti, consigliere
dell’Ordine degli avvocati di Roma e responsabile della Commissione ‘Progetto Donna’ (tra gli organizzatori del convegno dal titolo #obiettivozerofemminicidi). “Un’avvocatura competente e attenta deve essere il primo atto di tutela delle donne – ha spiegato-. Esserci oggi fa parte di un progetto, di una eliminazione epocale perché i numeri sono da sempre alti. Emergono sempre di più, ma allo stesso tempo emergono anche le denunce. E affinché quelle scarpe rosse (indica il paio posto al centro dell’Aula degli Avvocati in Cassazione dove si è svolto l’incontro, ndr) noi dobbiamo insistere con la lotta contro questi crimini”.