Dal Vaticano più impegno
per contrastare i crimini economici
16 Febbraio 2019
Anche il Vaticano aggiorna il suo radicamento per far fronte ai “crimini economici”. Nella sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2019 – alla cerimonia ha partecipato anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede – il Promotore di Giustizia della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, ha sottolineato l’importanza della “legge CXXVII” pensata per prevenire e contrastare “il riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento al terrorismo”.
Il provvedimento ha introdotto una serie di innovazioni al codice penale vaticano che sono sfociate nell’istituzione dell’Autorità di Informazione Finanziaria. Tra le misure di sicurezza patrimoniale, in conformità con quanto previsto con l’ordinamento italiano, esiste ora ‘confisca per equivalente’, il sequestro e blocco preventivo dei beni. Particolare attenzione è stata assicurata ai capitoli relativi a “trasparenza, vigilanza e informazione finanziaria”. Viene disciplinato anche il trasporto transfrontaliero di denaro contante da e per lo Stato, con i relativi obblighi di dichiarazione valutaria e movimentazione di oro, metalli e pietre preziose.
Sono state, inoltre, modificate le norme concernenti i “delitti contro la Pubblica Amministrazione” come il peculato, concussione,corruzione e abuso d’ufficio. E’ stata abolita definitivamente la pena dell’ergastolo e sostituita con la reclusione da 30 a 35 anni.
Riveste altresì importanza strategica l’attività rogatoriale che si è rivelata uno strumento insostituibile anche per il sequestro di capitali illecitamente detenuti all’estero che hanno commesso reati di natura patrimoniale. In merito alle dinamiche di cooperazione di carattere internazionale, inoltre, viene prevista la “più ampia assistenza giudiziaria per qualsiasi inchiesta o procedimento penale”, sia in fase di acquisizione di prove; nel notificare documenti pubblici, bancari o finanziari; nell’eseguire perquisizioni, sequestri e sopralluoghi; nell’identificazione di proventi del reato.
Il Promotore di Giustizia, nel corso della sua relazione, ha esortato ulteriori modifiche e innovazioni come l’introduzione del reato d’usura non previsto dal codice penale dello Stato Vaticano.
La relazione si conclude con le parole di papa Francesco sull’impegno della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano a cooperare con la comunità internazionale “nella ricerca e attuazione di idonei strumenti giuridici di effettivo contrasto delle attività criminose che minacciano la dignità umana, il bene comune e la pace”.