Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: numeri e progetti

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La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne si celebra da 20 anni. Fu istituita infatti il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134, e fu scelta come data quella del 25 novembre perché proprio il 25 novembre del 1960 furono uccise le sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana.

I temi della giornata di oggi sono stati anticipati ieri dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede durante un’intervista realizzata da Mara Venier all’interno della trasmissione Domenica in su Rai1. “Con una legge abbiamo stabilito che per reati gravi, come il femminicidio, non ci può essere rito abbreviato né sconto di pena” e con le norme introdotte dal ‘Codice Rosso’ “abbiamo tolto la possibilità di concedere attenuanti” a chi usa violenza contro le donne perché ci deve essere “la certezza della pena”. “Chi commette questi reati contro le donne – ha aggiunto il Guardasigilli – deve sapere che pagherà un prezzo carissimo”.

Il ministro della Giustizia ha poi fornito delle cifre, da lui definite “agghiaccianti”. “E’ una vera e propria emergenza sociale: ogni quarto d’ora c’è una donna che subisce una violenza. Nella
stragrande maggioranza dei casi, chi fa quella violenza è una persona che aveva le chiavi di casa”. Da Bonafede quindi l’invito a denunciare. “Quando la donna va a denunciare è il momento in cui lo Stato deve prendere per mano la donna e i suoi figli e accompagnarli, perché hanno paura e per paura molte donne non denunciano per il bene dei figli e io voglio dire a queste donne: ‘denunciate, perché ora ci sono strumenti nuovi”.

Questa mattina ha fatto sentire la sua voce il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere. Le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso dentro le famiglie o perpetrati da persone conosciute”. Mattarella ha poi concluso affermando che c’è “ancora molto da fare” e che “ogni donna deve sentire le istituzioni vicine”.

Per Elisabetta Casellati, presidente del Senato, “il bilancio dei femminicidi nel nostro Paese ci restituisce la fotografia di una agghiacciante e inaccettabile mattanza di genere. Nel 2019 sono state 96 le vittime, una donna uccisa ogni tre giorni: una violenza che va fermata con la formazione, la prevenzione, il contrasto e senza concedere sconti a nessun atteggiamento di sopraffazione, da quello fisico a quello psicologico”. Casellati ha poi affermato che “nessuna misura penale, processuale o amministrativa potrà mai avere una piena efficacia se, accanto a leggi chiare e pene certe, non vi sarà un impegno altrettanto incisivo sul piano dell’educazione, della cultura e dell’informazione. Le leggi non bastano se le menti non cambiano”.

Il presidente della Camera Roberto Fico e la vicepresidente Maria Edera Spadoni, hanno scelto la Giornata internazionale istituita del 25 novembre per inaugurare la ‘panchina rossa’ collocata nel cortile d’onore di Montecitorio. “E’ il momento di agire sulla cultura del nostro Paese – ha detto Fico -. Si tratta di una problematica terribile, anche culturale, sociale ed economica. Sappiamo che le violenze sulle donne sono perpetrate per l’85 per cento in ambiente familiare e domestico e questo ci fa comprendere quanto sia un problema di mentalità su cui agire. Lo possiamo fare con gli esempi, con la forza del Parlamento e con le istituzioni. Lo facciamo oggi qui inaugurando la panchina rossa. Alle donne dico ‘Non è mai colpa vostra, di qualunque tipo sia la violenza, siate sicure di denunciare’ perché con le nuove normative, e con un numero a disposizione, sarete molto più protette. E’ importantissimo denunciare e farlo già dal primo segnale”.