Giorno della memoria, dialogo Segre-Cartabia sulla giustizia

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Riproponiamo il dialogo tra la senatrice a vita Liliana Segre e la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia avvenuto dopo la visita all’interno del Memoriale della Shoa di Milano e raccontato dal Corriere della Sera il 29 ottobre 2021

All’improvviso, solo il buio. E il peso della Storia.

Entrati nel Memoriale della Shoah, c’è solo il silenzio e lo sferragliare dei treni sopra le nostre teste. Mentre la senatrice a vita, Liliana Segre, accoglie la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, nel ventre oscuro della stazione centrale di Milano. E la accompagna, là dove i vagoni – “stipati di uomini, ammassati come vitelli” – partivano verso “ignota destinazione”. C’era Indifferenza tutto intorno, come ricorda la grande scritta all’ingresso del binario 21. “L’indifferenza che è già violenza“, concordano entrambe.

Liliana Segre e Marta Cartabia
Milano – Visita del Ministro della Giustizia Marta Cartabia al Memoriale della Shoa guidata dalla senatrice Liliana Segre.

Passo dopo passo, Liliana Segre rievoca quei giorni in cui tredicenne partì da quel binario, insieme all’amato padre, verso il campo di sterminio di Auschwitz Birkenau. Il suo è uno dei pochissimi nomi in rosso, sulla parete virtuale che ricorda i sommersi e i salvati, per dirla con Primo Levi.

E poiché questo è stato, non c’è altro luogo dove abbia più senso parlare di giustizia di questo. Qua dove si è compiuta la massima ingiustizia della nostra epoca.

Da qui allora parte un lungo dialogo tra la senatrice a vita, Liliana Segre e la Ministra, Marta Cartabia, all’interno del Memoriale della Shoa di Milano. Intervistate da Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera, e Alessia Rastelli, giornalista de La Lettura, riflettono sul senso di giustizia e le leggi ingiuste; sulla Costituzione e la stagione dei diritti; sulla storia come sull’attualità. Dei discorsi d’odio; del green pass, del carcere. E della giustizia che ricuce e che non è mai vendetta.

Tutt’intorno, resta solo il peso della storia e l’eco dei treni in partenza.