Giotto, 20 anni di pasticceria e inclusione

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Nel 2005 prende vita nel carcere Due Palazzi di Padova il progetto Pasticceria Giotto, grazie alla visione della cooperativa omonima fondata da Nicola Boscoletto, una delle realtà associative ponte tra mondo carceri e società più note in Italia, ma anche all’estero, come testimoniano le citazioni del New York Times e di Cbs News. L’obiettivo è creare grazie al lavoro in carcere uno strumento riabilitativo concreto, un luogo dove mettersi alla prova prima di uscire dal circuito penitenziario. L’idea è di portare un piccolo laboratorio nel carcere per far lavorare pasticcieri professionisti fianco a fianco con i detenuti per coinvolgerli e includerli. Ed è un successo: quasi 300 persone ristrette sono state guidate in un percorso formativo e professionalizzante nell’arte della pasticceria, ma non solo. Al laboratorio di pasticceria è stato affiancato un reparto di confezionamento e logistica, dove i dolci vengono vestiti e preparati per la spedizione.

Quella che era una scommessa, oggi è una realtà: un laboratorio di pasticceria professionale all’interno di un carcere, che sforna dolci artigianali ai massimi livelli di qualità. Numerosi i riconoscimenti conseguiti nel corso degli anni, dai premi del Gambero rosso e Accademia italiana della cucina del 2009, 2010 e 2012 alla possibilità di essere fornitori del G8 e del Museo Enzo ferrari nel 2008 e 2018. Altre milestone sono la nascita della linea produttiva del gelato, che resa possibile grazie al sostegno tra gli altri dell’Amministrazione penitenziaria, si concretizza nell’apertura di due gelaterie a Padova nel 2015. E l’espansione continua: nel 2021 apre una seconda pasticcieria nella città euganea e nel 2024 vengono ampliati gli spazi dedicati alla produzione e alla logistica.

Questo sviluppo ha delle fondamenta valoriali precise – enunciate sul sito internet della cooperativa – che poggiano sull’applicazione dell’art. 27 della Costituzione, come: la centralità dell’individuo, che non è definibile solo dal suo errore; l’impegno che porta alla scoperta di risorse personali che fino a quel momento erano sopite; il lavoro, come strumento di conoscenza di sé oltre che di crescita professionale. Le ricadute positive del coinvolgimento in attività lavorative delle persone detenute sono numerose. Il lavoro, infatti, nell’esperienza della cooperativa – si continua nel sito – funge da normalizzatore delle tensioni, alimenta una visione positiva del domani e rompe la routine fisica e mentale, alimentando un processo virtuoso, che culmina nell’abbassamento del tasso di recidiva.

Per il periodo natalizio Giotto propone anche prodotti tipici del periodo e cesti natalizi (in foto) acquistabili anche online

 

Il viaggio natalizio nelle cooperative è iniziato con L’Arcolaio di Siracusa.