Giustizia, vertice Ue: conservazione dati digitali e difesa diritti

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La conservazione dei dati online; la valutazione delle proposte della Commissione europea sul digitale; la protezione dei diritti fondamentali. Si è sviluppato in tre momenti il vertice dei Ministri europei della Giustizia in videoconferenza, giovedì 11 marzo. Per la Guardasigilli, Marta Cartabia, è centrale garantire «anche online tutte le tutele».

DSA – «Dal mercato, alla democrazia». Sul Dsa, il Digital service act proposal (il pacchetto di proposte della Commissione europea sul digitale), per la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, è questo «il cambio di passo che va salutato con maggior favore: dal mercato alla democrazia». Nell’intervento alla videoconferenza dei Ministri della Giustizia europei, la Guardasigilli ha garantito il supporto ad «un’iniziativa legislativa coraggiosa», per trovare il «non facile equilibrio tra non ostacolare il processo di innovazione digitale da una parte e garantire che anche online gli individui – ha specificato – possano godere di quelle garanzie di tutela, di cui già dispongono nel mondo analogico». A cominciare dai discorsi d’odio.

Data Detention – «È fortemente auspicabile un’iniziativa di armonizzazione legislativa, nel rispetto delle garanzie per i diritti della persona, come più volte sancito dalla Corte di Giustizia». In tema di conservazione dei dati digitali, è questa la posizione espressa dalla Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, nel vertice con gli altri colleghi dei Paesi membri dell’Unione europea. Nel suo intervento, la Guardasigilli ha sottolineato come per l’Italia la possibilità di consentire una conservazione dei dati rivesta «un’estrema importanza nel conseguimento di prove digitali» per la prevenzione e il contrasto di reati gravi che si consumano online, come gli abusi sui minori, le frodi e il cybercrime.

Diritti fondamentali – Promozione della protezione dei diritti fondamentali e formazione del personale. Nella terza sessione del vertice dei Ministri della Giustizia europea, si è concentrata su questi temi la Guardasigilli, Marta Cartabia. Ha sottolineato la necessità che l’Agenzia europea per i diritti fondamentali di Vienna, «per essere davvero effettiva», si coordini con le Istituzioni gemelle a livello territoriale. In Italia, è cominciato lo scorso 13 gennaio l’esame degli emendamenti alla Commissione Affari Costituzionali per l’istituzione della Commissione nazionale per la promozione e protezione dei diritti umani fondamentali.

Fondamentale per un’effettiva garanzia dei diritti della persona resta inoltre la formazione, già rivolta ai magistrati ordinari, ma necessaria, secondo la Ministra Cartabia, anche per le forze dell’ordine e al corpo della Polizia Penitenziaria e del personale dei centri di detenzione. E su questo, si deve investire, per «diffondere una cultura del rispetto dei diritti fondamentali». Con l’ultima legge di Bilancio, è stato istituito in Italia un fondo da destinare a progetti formativi d’eccellenza, per favorire la conoscenza in materia di diritto penale internazionale e tutela dei diritti umani.

Alcuni di questi temi erano stati affrontati anche nella videochiamata della Ministra Cartabia col commissario Ue alla Giustizia, Didier Reynders.