Gorgona, altre iniziative nel segno della sostenibilità ambientale

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E’ un vero e proprio cambio di paradigma per le attività rieducative quello in corso sull’isola-carcere di Gorgona. Una piccola rivoluzione, che ha avuto inizio oltre un anno fa con la prima visita del sottosegretario Vittorio Ferraresi, e che ha trovato conferma in due momenti ben precisi: la chiusura del mattatoio del carcere, lo scorso gennaio, che ha salvato 600 animali e la realizzazione dell’accordo quadro fra Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e Parco nazionale dell’arcipelago toscano.

Tante le iniziative appena partite, come la ricerca dell’Università Milano Bicocca sui benefici educativi delle relazioni tra detenuti e animali, e la convenzione con il Parco nazionale dell’arcipelago toscano, per valorizzare l’aspetto ecoturistico dell’isola e l’occupazione dei detenuti.

Accanto a queste, proseguono con successo le attività già avviate nei mesi scorsi. Come il progetto sociale con l’azienda vinicola Marchesi Frescobaldi, che ha realizzato sull’isola un vigneto biologico gestito dai detenuti regolarizzati con un contratto di categoria; o ancora, il progetto pilota “Modelli sperimentali di intervento per il lavoro e l’inclusione attiva delle persone in esecuzione penale”, sottoscritto dalla Regione Toscana e dall’Organismo Intermedio Giustizia – Ministero della Giustizia, Direzione Generale per il Coordinamento delle Politiche di Coesione, nell’ambito del PON inclusione 2014-2020.

L’importo complessivo per l’iniziativa è di 1.307.810 euro, investito nella formazione di competenze manageriali dei detenuti, per la produzione e trasformazione di prodotti agricoli a Gorgona e Pianosa. La popolazione detenuta nel carcere di Gorgona è di 96 persone di cui 74 impegnate in attività lavorative: 38 in lavori agricoli, 33 in altre attività quali edilizia, cucine, pulizia, panetteria e tre presso l’azienda vinicola Frescobaldi.