Imprenditori in difficoltà:
c’è uno strumento in più

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Durante il Consiglio dei Ministri di giovedì è stato approvato in via definitiva, su proposta del Guardasigilli Alfonso Bonafede, il decreto legislativo che riforma in modo sostanziale la disciplina della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Una riforma organica che introduce alcune fondamentali novità in tema di crisi imprenditoriali.

Il principio generale che ha ispirato tutto il lavoro è che l’imprenditore in difficoltà merita una seconda opportunità. Per far questo lo Stato consente di intervenire prima che sia troppo tardi, prendendo per mano e sostenendo l’azienda in crisi e non dandole il colpo di grazia.
La riforma, recependo molte delle proposte contenute nel documento elaborato dalla Commissione guidata dal professor Renato Rordorf (potete leggere la sua intervista a Gnews) , rappresenta un intervento organico, strutturale e necessario, frutto del confronto con i soggetti istituzionali e con gli operatori economici coinvolti.

Il cambiamento parte dal livello lessicale. Scompaiono le parole “fallito” e “fallimento” e con loro lo stigma di discredito sociale che provocavano. La nuova filosofia della riforma è, infatti, di consentire all’imprenditore in difficoltà di provare a ripartire senza essere affossato definitivamente.
Il Codice, riordinando in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, persegue una duplice finalità: rendere possibile una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese e salvaguardarne la capacità imprenditoriale nella prospettiva del risanamento. Uno dei cardini della riforma consiste, infatti, proprio nell’introduzione di strumenti e procedure di allerta in modo da poter anticipare i tempi dell’intervento e permettere così il tempestivo accesso dell’imprenditore alle procedure concorsuali alternative alla liquidazione giudiziale.

Si tratta del fulcro dell’intervento che potrà consentire di evitare il fallimento di imprese ancora risanabili. In questo senso modifiche significative sono state apportate anche all’istituto del concordato preventivo al fine di favorire la continuità aziendale. Per il futuro, il ministro Bonafede ha annunciato anche l’intenzione di lavorare per la riscrittura della parte penale, così da completare l’intervento nella materia del diritto della crisi di impresa.