“In Veneto la camorra si è presa lo spazio che fu della Mala del Brenta”

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Nessuna distinzione relativa alla specificità territoriale: “La Camorra in Veneto agiva esattamente come in Calabria con una attività sviluppata in un ventennio”. Lo ha detto il Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorimo Ferdinando Cafiero De Raho, dopo il blitz interforze compiuto oggi sotto l’egida della Dda di Venezia.

L’inchiesta, in collaborazione con la Guardia di Finanza di Trieste, ha portato all’esecuzione di 50 ordini di custodia e vede coinvolti a vario titolo almeno un avvocato e dei commercialisti. Tra i filoni d’indagine anche l’ipotesi di rapporti con la politica e il voto di scambio, in particolare in rapporto con il clan dei Casalesi. A coordinare l’inchiesta è il sostituto procuratore veneziano Roberto Terzo, mentre l’ordinanza con i provvedimenti restrittivi – oltre 1.100 pagine – è stata emessa dal gip Marta Paccagnella.

“La vera differenza – precisa De Raho – è che in Veneto nel tempo, grazie al lavoro delle forze dell’ordine, si è intervenuti su molti singoli casi, mentre con oggi si è colpito l’intero sistema messo in atto. La Camorra di fatto si è impossessata dello spazio lasciato libero dopo il debellamento della Mala del Brenta senza alcuna distinzione con altre organizzazioni come la ‘ndrangheta o i catanesi”.