Inciampare nella Memoria per non dimenticare mai

Regina Coeli - Pietre d'inciampo
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“La Giornata della Memoria ci ricorda la liberazione di Auschwitz e la consapevolezza di quanto ogni forma di dittatura possa essere inumana”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha voluto così esprimere “vicinanza e solidarietà agli ebrei di tutto il mondo” oggi, 27 gennaio, Giorno della Memoria. “Quando ho visitato il campo di Birkenau – ha proseguito – ho provato l’emozione più profonda per la tragedia di un popolo che dai tempi dei faraoni è stato oggetto di odio, discriminazione e persecuzione”.

Il ‘Giorno della memoria’, viene istituito in Italia dalla legge 211/2000 in “ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti” e la data del 27 gennaio viene scelta perché è quella in cui vengono abbattuti i cancelli di Auschwitz nel 1945.

“La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per quello in cui credevano –  ha ricordato il Capo dello Stato, Sergio Mattarella -. Questa cerimonia è l’occasione per esprimere, con orgoglio e responsabilità, il patriottismo italiano e repubblicano che ci rende custodi, in ogni circostanza e in ogni momento, della dignità, unica e inalienabile, della persona umana. Custodi della democrazia”.

Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto oggi ricordare”i Giusti di ogni Nazione che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938″.

Al culto della memoria e della testimonianza ha dedicato la propria arte Gunter Demnig, l’artista al quale si deve nel 1993 la creazione delle pietre d’inciampo, piccole targhe d’ottone, della dimensione di un sampietrino, poste nel terreno davanti alla porta della casa in cui ha abitato una vittima del nazismo o nel luogo in cui é stata fatta prigioniera; su di esse sono incisi il nome della persona, la data di nascita, il luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuti.

Nel 2014 per la prima volta due pietre sono state  poste davanti al carcere romano di Regina Coeli, per ricordare due detenuti politici, Jean Bourdet e Paskvala Blesevic, deportati e morti nei campi di Ebensee e Gusen e di Mauthausen.

I primi Stolpersteine sono stati installati a Colonia nel 1995; da allora questa mappa della memoria europea si è estesa sino a includere oltre 100mila pietre.

 

Le carceri luoghi della memoria e della solidarietà

Il messaggio del Guardasigilli Nordio si chiude con l’espressione di vicinanza e solidarietà “oggi più commossa che mai, in particolare alla comunità romana”.