Messico: linee guida per lavori di pubblica utilità dei detenuti

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Un patto a cinque fra autorità politiche, giudiziarie e penitenziarie di Città del Messico, Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla droga e al crimine e Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, per completare il processo di implementazione del ‘Programma di lavori di pubblica utilità nel sistema penitenziario di Città del Messico’.

Il testo degli Acuerdos è stato sottoscritto oggi nella sede del Gobierno de la Ciudad de México dalla Segretaria di Governo Rosa Icela Rodríguez Velázquez, dal rappresentante dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla droga e al crimine Antonino De Leo, dal presidente del Tribunale Rafael Guerra Álvarez, dal responsabile del Sistema penitenziario dello Stato di Città del Messico Antonio Hazael Ruíz Ortega e dal capo della delegazione del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Massimo Parisi.

Con il documento le parti si impegnano sostanzialmente su tre fronti:

  • realizzare, congiuntamente con il potere giudiziario di Città del Messico, le linee guida operative del Programma;
  • creare un gruppo di lavoro, integrato con i responsabili per l’ambiente, il lavoro, i servizi e la sicurezza della pubblica amministrazione locale, che si occupi di curare l’organizzazione dei lavori di pubblica utilità;
  • pubblicare il Manuale delle buone pratiche del modello di reinserimento lavorativo a Città del Messico.

Il ‘Programma di lavori di pubblica utilità nel sistema penitenziario di Città del Messico’, promosso dall’UNODC, punta a contribuire al processo di reinserimento sociale dei detenuti della capitale messicana, alla prevenzione della criminalità nonché alla riduzione della recidiva. L’implementazione si basa sul successo riscosso dal modello italiano “Mi riscatto per…”, che punta ad apportare benefici all’intera comunità, consentendo di cambiare la percezione dei cittadini verso le persone private della libertà e che, infine, permette al detenuto di sentirsi utile, di aumentare la propria autostima e di ripagare il proprio debito con la società.

Venti i detenuti che sono stati selezionati e che in questi giorni stanno concludendo la loro formazione come curatori e manutentori di giardini e aree verdi: la primera brigada uscirà per la prima volta dal Centro penitenziario Ceresova fra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio 2020.