Nordio: “Diritti delle vittime, centrali nello sforzo contro il crimine”
27 Settembre 2026
“Riconoscere le vittime non è un atto di carità, ma di giustizia”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel suo intervento all’evento “Empowering Victims Through Justice: A Collective Action to Ensure Protection, Support and Assistance for all Victims of Crime and Abuse of Power” tenutosi oggi nell’ambito del 15° Congresso delle Nazioni Unite “Crime prevention and criminal justice” in corso ad Abu Dhabi.
Organizzato dall’Italia, ha avuto il supporto dell’Unione Europea, dell’UNODC – Crime Prevention and Criminal Justice Section e dell’Office of the Victims’ Rights Advocate dell’ONU. Oltre a Carlo Nordio, che ha aperto i lavori, gli speaker principali sono stati l’Executive Director UNODC, Monica Juma e l’Assistant-Secretary-General, UN Victims’ Rights Advocate, Najla Nassif Palma. Sono intervenuti tra gli altri come relatori Pasquale Fimiani, Avvocato generale presso la Procura generale della Corte di Cassazione, Tommaso Chiamparino, Coordinator for victims’ rights, European Commission e Gema Varona Martínez, President World Society of Victimology.

Il Guardasigilli nel suo intervento ha introdotto le discussioni evidenziando che “il crimine è diventato sempre più transnazionale e tecnologicamente avanzato. Crimine organizzato, corruzione, terrorismo e cybercrimine continuano a evolversi, mentre le vittime spesso trovano ostacoli per accedere alla giustizia. Per questa ragione – ha proseguito Nordio – l’Italia supporta fortemente l’International Legal Framework sviluppato dall’Onu”. Per il ministro della Giustizia, quindi, “la cooperazione internazionale e la protezione delle vittime avanzano insieme o non lo fanno. Gli accordi delineano gli standard, ma le Istituzioni le mettono in pratica”.
Carlo Nordio ha ribadito che “dal primo contatto all’ultimo, le vittime devono sapere che hanno diritti, protezione dalle intimidazioni e dalla vittimizzazione, e che possono avere un reale accesso al supporto e alle cure. Diventa necessario – ha continuato il Guardasigilli – trasformare gli impegni internazionali in effettive risposte di giustizia penale e mantenere i diritti delle vittime centrali nel nostro sforzo contro il crimine”.

In chiusura il ministro della Giustizia ha sottolineato come “riconoscere le vittime non è un atto di carità, ma di giustizia. Proteggerle e supportarle rafforza sia il loro recupero che la legittimità del sistema di giustizia”. “L’Italia – ha poi concluso Nordio – è pronta a contribuire a questo sforzo comune”.
Il Guardasigilli ha avuto, all’interno dei lavori congressuali, incontri bilaterali su temi di comune interesse, tra gli altri, con i Ministri della Giustizia degli Emirati Arabi Uniti e del Giappone, con la Direttrice Esecutiva dell’UNODC e con la Ministra britannica delegata alle vittime, alla violenza contro le donne e le ragazze e alla giustizia internazionale.