Patroni Griffi: “Giustizia amministrativa sia efficiente”
12 Febbraio 2019
“La ragion d’essere del giudice amministrativo è assicurare la tutela dei cittadini e garantire la legalità nell’ordinamento. Questo compito è, da sempre, centrale nei rapporti tra soggetti privati e pubblici. Il giudice amministrativo è il garante delle interazioni tra amministrazioni, cittadini e imprese. Assicura il corretto rapporto tra pubblico e privato, tra comunità e singoli, tra autorità e libertà, confrontandosi, nel suo ruolo, con almeno tre dimensioni istituzionali: la legge, la pubblica amministrazione, le altre giurisdizioni”. Con queste parole il presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, ha aperto la cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario di Palazzo Spada, a cui ha preso parte anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.
Durante la presentazione della ‘Relazione sull’attività della giustizia amministrativa‘ per il 2019, Patroni Griffi ha posto l’accento sull’importanza del rispetto e della cooperazione interistituzionale: “Le istituzioni tutte devono fare uno sforzo e anziché delegittimarsi l’un l’altra, sappiano riconoscere nell’apporto di ciascuno un tassello fondamentale per la costruzione del nostro futuro. Un futuro – ricordando le parole del capo dello Stato Sergio Mattarella – che ‘riposa su principi di legalità e solidarietà umana’”. Parlando del tema dei rapporti tra politica e magistratura Patroni Griffi ha detto: “Il connubio tra tecnici e politici non è facile” e “si è alla ricerca di un punto di equilibrio che deve essere fondato su una chiara e leale distinzione dei ruoli e sul rispetto reciproco”.
Il presidente del Consiglio di Stato si è poi concentrato sui risultati raggiunti e sugli obiettivi per il futuro: “Negli ultimi anni sono stati ottenuti risultati con il dimezzamento dell’arretrato dal 2010, come riconosciuto anche nel rapporto EU Justice Scoreboard del 2018. Nell’anno appena trascorso si è avuta l’introduzione di alcune novità significative come la riduzione dei posti dirigenziali, con accorpamenti di uffici secondo criteri di efficienza e riduzione dei costi”, la sperimentazione dello smart working, ovvero la possibilità per i dipendenti di “lavorare da remoto conciliando i tempi di vita e di lavoro e favorendo, al contempo, la produttività”, e la “piena operatività, presso ogni ufficio giudiziario, dell’Ufficio del processo”. La Giustizia amministrativa deve essere una “macchina moderna ed efficiente”.
Sul tema del processo disciplinare, tenendo conto di alcune recenti vicende giudiziarie che hanno riguardato da vicino il Consiglio di Stato, Patroni Griffi ha auspicato fermezza senza però prestare il fianco a generalizzazioni scorrette: “Con chi sbaglia il sistema deve essere rigoroso e tempestivo perché la terzietà della Magistratura è un bene prezioso. Al tempo stesso, singoli casi non possono delegittimare indiscriminatamente un intero corpo di magistrati.”