Piazza Cairoli: detenuti al lavoro, il ministro e la delegazione Onu

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“Il lavoro è lo strumento migliore per accompagnare in un cammino di riscatto e cambiamento persone che hanno commesso errori ma che meritano una seconda possibilità. Sono particolarmente orgoglioso della scelta del Ministero di investire con convinzione nei progetti di lavoro di pubblica utilità e sono felice della reazione positiva dei cittadini che capiscono che così lo Stato realizza davvero la funzione rieducativa della pena prevista dalla nostra Costituzione”.

Il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha incontrato i detenuti di Rebibbia che questa mattina, nell’ambito del progetto “Mi riscatto per Roma”, hanno ripulito i giardini di Piazza Benedetto Cairoli.  Dialogando con i detenuti coinvolti nel servizio di cura del verde pubblico il ministro Bonafede ha sottolineando l’importanza dell’opportunità rappresentata dal progetto. I detenuti hanno manifestato l’appagamento e la soddisfazione derivanti dal lavoro al servizio del bene comune e della società.

L’attività è stata seguita anche dalla delegazione messicana in visita in Italia proprio per osservare da vicino il modello italiano di lavori di pubblica utilità. L’obiettivo è studiare la replicabilità dell’iniziativa di formazione professionale e risocializzazione anche nel Paese centroamericano. A fine luglio a Città del Messico è prevista la firma definitiva del programma di implementazione mentre a settembre inizierà la fase sperimentale.

I detenuti che partecipano al progetto “Mi riscatto per Roma” sono stati appositamente formati da Ama (che ha fornito anche le divise da lavoro) e dal Servizio Giardini del Comune. Il modello, frutto della collaborazione tra Amministrazione penitenziaria ed enti locali, è stato già riproposto in molte delle principali città italiane, tra cui Milano, Torino, Palermo, Livorno e Napoli. Tra le varie attività di utilità sociale inserite nei progetti ci sono la cura delle aree verdi, la pulizia delle strade, il ripristino della segnaletica stradale e la pulizia delle caditoie.

Incontrando la delegazione del Messico formata da rappresentanti del sistema penitenziario e da funzionari dell’Ufficio messicano delle Nazioni Unite per la lotta alla droga e al crimine, il Guardasigilli ha ribadito la disponibilità del nostro Paese alla collaborazione e alla condivisione di esperienze e buone prassi: “Sono molto soddisfatto dell’interesse mostrato dalle Nazioni Unite e dal Messico per il modello italiano di lavoro di pubblica utilità per i detenuti. Il lavoro è la via maestra per riaccendere la speranza di un futuro diverso all’insegna della legalità, dell’onestà e del rispetto delle regole. Si tratta di un’iniziativa utile e importante non solo per i detenuti coinvolti ma per l’intera collettività sociale“.