Polizia penitenziaria: conclusa l’operazione “ARGUS”

Gruppo Operativo Mobile
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È stata completata con successo l’operazione di Polizia penitenziaria “ARGUS”, la complessa attività coordinata dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che tra il 27 e il 28 giugno scorsi ha consentito la movimentazione simultanea di 128 detenuti sottoposti al regime speciale previsto dall’articolo 41-bis dell’Ordinamento Penitenziario. L’operazione ha interessato gli istituti penitenziari di Novara, Cuneo, Tolmezzo e Milano, con destinazione finale la Casa di reclusione di Vigevano, recentemente individuata quale nuova articolazione del circuito speciale con Decreto Ministeriale del 18 giugno 2026.

Tutta l’attività ha richiesto una pianificazione accurata e un costante coordinamento tra le articolazioni centrali e territoriali dell’Amministrazione. Le operazioni si sono sviluppate lungo diverse direttrici territoriali, coinvolgendo cinque istituti penitenziari appartenenti ai Provveditorati regionali di Milano, Torino e Padova e prevedendo l’impiego integrato di vettori terrestri e aerei.

I numeri dell’operazione “ARGOS”

Eccezionale lo sforzo organizzativo e logistico messo in campo dall’Amministrazione Penitenziaria e testimoniato dai numeri dell’operazione. Sono state impiegate complessivamente 165 unità di Polizia penitenziaria, supportate da una flotta composta da 15 furgoni per il trasporto detenuti, 3 autovetture speciali dedicate alle traduzioni, 25 autovetture radiomobili, 6 motoveicoli, 9 mezzi di supporto logistico e 5 autoambulanze dedicate al trasporto dei detenuti.

Sotto la supervisione del capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, e del dirigente generale di Polizia penitenziaria Augusto Zaccariello, il dispositivo operativo è stato coordinato dal direttore reggente del Gruppo Operativo Mobile, primo dirigente di Polizia penitenziaria Silvio Gallo, che si è avvalso delle strutture centrali e territoriali del GOM, del Gruppo di Intervento Operativo, della Divisione II Traduzioni e Piantonamenti, degli Uffici per la Sicurezza e le Traduzioni territorialmente competenti. Presente anche personale specializzato nel monitoraggio mediante droni e unità addette ad attività di documentazione video di polizia.

Per assicurare il coordinamento in tempo reale delle attività, presso la sede centrale del Gruppo Operativo Mobile è stato inoltre istituito uno specifico Centro Comando Supporto Operazioni, diretto dal vicedirettore vicario del GOM, primo dirigente di Polizia penitenziaria Giovanna Zaccari, in costante raccordo con la Sala Situazioni dipartimentale. Fondamentale anche il contributo interforze assicurato dal Comando Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, che ha supportato le più delicate attività di trasferimento sulle tratte da Trieste e Milano mediante l’impiego di un velivolo ATR42MP.

L’esito positivo dell’operazione conferma l’elevata capacità organizzativa e operativa della Polizia penitenziaria e delle strutture del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, evidenziando il livello di professionalità, coordinamento e specializzazione raggiunto dal Corpo nella gestione di attività ad altissimo profilo di sicurezza.

Il modello italiano del 41-bis e il progetto “KAIROS”

“ARGUS” costituisce un passaggio strategico nell’attuazione del progetto “KAIROS”, il piano di riorganizzazione del circuito detentivo speciale sviluppato negli ultimi mesi dal Dap attraverso interventi di adeguamento infrastrutturale, riqualificazione degli spazi detentivi e ridefinizione della geografia dei reparti destinati alla detenzione dei soggetti sottoposti al regime differenziato.

Un ulteriore tassello, quindi, nel percorso di rafforzamento dell’efficienza organizzativa e della sicurezza del circuito detentivo speciale del 41-bis e, più in generale, del circuito dell’alta sicurezza italiano, da tempo modello di ispirazione per molti Paesi. “La normativa antimafia e quella penitenziaria sono due fiori all’occhiello della legislazione italiana”, ricorda il ministro della Giustizia Carlo Nordio incontrando gli omologhi di altri Paesi europei ed extraeuropei. “In questo settore, l’expertise italiano è all’avanguardia. Siamo stati i primi a subire le mafie e i primi ad apprestare i metodi per combatterle. Abbiamo un arsenale normativo, giudiziario e soprattutto investigativo che possiamo definire eccellente e che siamo ben lieti di mettere a disposizione”.

Non a caso sono state diverse, negli ultimi anni, le delegazioni straniere venute a Roma per incontri di alto livello e visite di studio al Dap e negli istituti penitenziari finalizzate ad approfondire la conoscenza del modello italiano di regime detentivo speciale e di contrasto alle grandi organizzazioni criminali transnazionali. Ne ricordiamo alcune.

Novembre 2021 – Visita al Dap di una delegazione del Regno dei Paesi Bassi guidata dal Ministro della Tutela Giuridica. La delegazione olandese ha partecipato a un seminario appositamente incentrato sui temi della gestione dei detenuti appartenenti al circuito dell’alta sicurezza, con particolare riguardo al regime dell’art. 41-bis dell’Ordinamento Penitenziario.
(https://www.gnewsonline.it/carceri-10-mila-i-detenuti-in-alta-sicurezza-749-al-41-bis/)

Marzo 2023 – Nuova visita di studio al Dap della delegazione dei Paesi Bassi, per un confronto sul tema della gestione dei detenuti appartenenti al circuito dell’alta sicurezza, con particolare riguardo al regime del 41-bis.
(https://www.gnewsonline.it/traduzione-detenuti-delegazione-olandese-al-dap/)

Marzo 2023 – Il ministro Nordio riceve una delegazione belga guidata dal ministro della Giustizia e interessata al regime detentivo speciale del 41-bis e alle modalità di organizzazione delle attività all’interno degli istituti penitenziari
(https://www.gnewsonline.it/nordio-incontra-omologo-belga-van-quickenborne/)

Febbraio 2025 – Il regime italiano del 41-bis è al centro di un incontro fra i ministri della Giustizia di Italia e Francia, un sistema detentivo a cui i francesi guardano con particolare interesse quale modello da importare nel loro sistema giudiziario
(https://www.gnewsonline.it/italia-francia-nordio-incontra-lomologo-darmanin-2/)

Febbraio 2025 – Il ministro Nordio riceve il suo omologo del Cile, in visita in Italia per un confermare il comune impegno al contrasto alla criminalità organizzata e l’interesse per il modello del sistema carcerario italiano di massima sicurezza.
(https://www.gnewsonline.it/il-ministro-nordio-incontra-lomologo-del-cile-gajardo-2/)

Giugno 2025 – “Abbiamo iniziato a studiare la vostra esperienza con il 41-bis, con l’obiettivo di esportarla in Francia per un contrasto più efficace alla criminalità organizzata”. A parlare, in un’intervista al settimanale L’Espresso, è il magistrato di collegamento presso il ministero della Giustizia Yves Le Clair.
(https://www.gnewsonline.it/le-clair-la-francia-si-ispira-al-41bis-contro-il-narcotraffico/)

Novembre 2025 – Conferenza sulla criminalità organizzata nelle carceri, fra innovazione, intelligence e collaborazione internazionale. L’incontro ha riunito a Roma esperti e politici nazionali e internazionali sul tema della lotta alla criminalità organizzata nelle carceri, problema che mina l’integrità dei sistemi penitenziari in tutta Europa. Si è parlato anche di 41-bis, per molti Paesi modello nella lotta alla criminalità organizzata nelle carceri.
(https://www.gnewsonline.it/polizia-penitenziaria-e-41-bis-italia-modello-per-leuropa/)

Giugno 2026 – “L’Italia è esportatrice di antimafia, per questo insieme ai rappresentanti dell’Unicri, la delegazione messicana è a Roma per studiare il nostro sistema nel contrasto alla criminalità organizzata, con particolare attenzione all’istituto del 41-bis e all’attività investigativa e di intelligence che svolge la Polizia penitenziaria”. Così il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni al termine di un incontro con una delegazione del Governo messicano.
(https://www.gnewsonline.it/balboni-riceve-delegazione-del-governo-messicano/)