Procura Europea, Plenum Csm approva proposta Ministra

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E’ possibile vedere il video con i link ai singoli interventi sul sito di Radio Radicale

Primo confronto diretto tra la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e il Consiglio Superiore della Magistratura. Un plenum straordinario, alla presenza anche del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. All’ordine del giorno, gli ultimi passi verso l’adesione dell’Italia alla Procura europea e la richiesta di parere della Guardasigilli sulla proposta di accordo con il Procuratore capo europeo.

“La guida del ministro della Giustizia è sempre di importanza primaria nella vita delle istituzioni del nostro Paese. Lo è particolarmente in questo periodo”, ha detto il capo dello Stato, chiudendo la seduta. Nell’esprimere i suoi “auguri più intensi” alla Ministra, Mattarella ha ricordato “gli adempimenti che nell’ambito del Recovery Plan riguardano il settore della Giustizia”, ma ha anche citato “le attese di necessari e importanti interventi riformatori, oggetto di confronto in Parlamento”.

Il Plenum straordinario del Csm, riunito martedì 23 marzo nella sede di Palazzo dei Marescialli, ha espresso il proprio parere favorevole alla proposta della Guardasigilli sull’accordo EPPO (EU Public Prosecutor’s Office), riguardante il futuro assetto organizzativo, numerico, funzionale e territoriale della Procura Europea in Italia. L’assemblea si è pronunciata a maggioranza, con l’astensione dei consiglieri Nino Di Matteo, Emanuele Basile e Stefano Cavanna: a favore tutti gli altri componenti, compreso il vice presidente David Ermini.

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“Si tratta di un passaggio decisivo nella finalizzazione del percorso, lungo e complesso, che ha caratterizzato l’ideazione, la regolazione e infine l’effettiva realizzazione della Procura Europea”, ha scandito la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, che ha posto l’attenzione – tra l’altro – sui reati di matrice economica e finanziaria, che rientrano nelle competenze della Procura europea. “Diventeranno potenzialmente ancor di più oggetto di crescente vigilanza anche nella prospettiva della corretta gestione del Recovery Fund. Occorre impedire – ha sottolineato la Guardasigilli – che le distorsioni illecite nell’impiego dei fondi europei riducano il potenziale straordinario di crescita proprio di questa misura. Non possiamo permetterci di vanificare un’occasione preziosa di ripresa, ricostruzione e rilancio del nostro Paese, quale è il progetto di finanziamento Next Generation Eu”.

Nel corso del suo intervento, la Ministra ha anche ricordato le aspettative delle competenti istituzioni europee, ribadite in occasione della videochiamata della scorsa settimana con il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, e nelle interlocuzioni con il Procuratore Capo Europeo Laura Kovesi: “L‘Italia è parte significativa in questo progetto, come denota – ha ricordato Cartabia – la presenza all’interno della struttura centrale in una posizione di rilievo, con Danilo Ceccarelli investito del ruolo di Viceprocuratore capo”. Per la Guardasigilli, Eppo “oltre ad essere il punto di arrivo di un lungo percorso di elaborazione è anche e soprattutto – ha aggiunto Cartabia, citando il Procuratore generale Giovanni Salvi – il punto di partenza di un processo di costruzione di un singolare sistema multilivello, nel quale dovranno integrarsi modelli operativi tra loro assai lontani e conciliarsi esigenze diverse”.

Sulle prospettive future, si è soffermato anche il vice presidente del Csm, David Ermini. Nel rivolgere il suo ringraziamento al presidente della Repubblica per la sua presenza al plenum, ha voluto ricordare come “la gran parte dei magistrati ha voglia e bisogno di riscatto, e il Consiglio superiore della magistratura – ha scandito – ha il dovere di non deludere le aspettative di rinnovamento, nella consapevolezza che la credibilità di un ordine giudiziario e la sua capacità di riscuotere fiducia sono indispensabili al sistema istituzionale e alla vita della Repubblica”. Ermini ha poi rinnovato l’invito alla Ministra della Giustizia a tornare al plenum per un confronto sulle proposte di riforma, “per fornire il nostro apporto, affinché all’ordine giudiziario – ha sottolineato – siano restituiti prestigio e credibilità. In Lei, nel governo e nel Parlamento – conclude Ermini – riponiamo la nostra fiducia perché si addivenga a una riforma del Consiglio tanto necessaria quanto attesa”.