Procura europea: l’Italia completa il
suo percorso di adesione

La ministra Marta Cartabia con le bandiere italiana ed europea
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Venti i Procuratori europei delegati – EDP, che opereranno a tempo pieno; individuati i nove uffici territoriali, ciascuno dei quali avrà almeno due magistrati, tre negli uffici più grandi; la competenza territoriale, a garanzia della massima efficienza, sarà estesa a due o più circoscrizioni di Corte d’appello. Questi alcuni dei punti contenuti nell’accordo raggiunto tra la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, e il Procuratore europeo, Laura Kovesi, per il funzionamento della Procura europea in Italia, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – del 1° aprile 2021.

Per garantire la massima efficienza di EPPO – EU Public Prosecutor’s Office, ciascuno dei 9 uffici individuati opererà su due o più circoscrizioni di Corte d’Appello, così individuate:

la Procura di Roma  – competente per i distretti di Corte d’appello di Roma, Perugia, Cagliari e L’Aquila;

la Procura di Milano –  competente per i distretti di Milano e Brescia;

la Procura di Napoli – competente per i distretti di Napoli e Salerno;

la Procura di Bologna – competente per i distretti di Bologna, Ancona e Firenze;

la Procura di Palermo – competente per i distretti di Palermo, Catania, Caltanissetta e Messina;

la Procura di Venezia – competente per i distretti di Venezia, Trieste e Trento;

la Procura di Torino – competente per i distretti di Torino e Genova;

la Procura di Bari – competente per i distretti di Bari, Lecce e Campobasso;

la Procura di Catanzaro – competente per i distretti di Catanzaro, Reggio Calabria e Potenza.

La Guardasigilli, nel trasmettere l’accordo al Procuratore europeo, ha ricordato anche il progetto di designazione di due ulteriori procuratori europei delegati, da assegnare all’ufficio del Procuratore generale della Corte di cassazione. L’individuazione e la selezione dei procuratori è affidata al Consiglio Superiore della Magistratura.

Durante il Plenum del CSM del 23 marzo, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha espresso il proprio parere favorevole sull’accordo EPPO, la Guardasigilli ha sottolineato che: “Oltre a essere il punto di arrivo di un lungo percorso di elaborazione, Eppo è soprattutto il punto di partenza di un processo di costruzione di un singolare sistema multilivello, nel quale dovranno integrarsi modelli operativi tra loro assai lontani e conciliarsi esigenze diverse”.

Soddisfatta Laura Kovesi che recentemente aveva sostenuto: “Il progetto EPPO non può decollare senza l’Italia”.

 

 

Allegati