Roma: convalide e direttissime proseguono in videoconferenza



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Anche per il Tribunale di Roma è partita la videoconferenza: ieri infatti sono state celebrate le prime udienze penali in modalità videocollegamento. Come abbiamo già documentato su queste pagine il 14 marzo e poi il 16 marzo altre sedi come Bologna, Brescia, Agrigento, Forlì e poi ancora Venezia, Milano, Pavia, Napoli hanno fatto da apripista, iniziando a utilizzare questo sistema, tanto più ora vista la necessità determinata dall’emergenza creata dalla diffusione del Coronavirus e la conseguente necessità di limitare il più possibile le occasioni di contagio.

Roma a questo proposito, facendo proprio il dettato del decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020 che prevede la possibilità per i capi degli uffici giudiziari di adottare “linee guida vincolanti per la fissazione e trattazione delle udienze” disponendo che la “partecipazione a qualsiasi udienza delle persone detenute, internate o in stato di custodia cautelare” venga assicurata, ove possibile “mediante videoconferenza o collegamenti da remoto”, ha siglato il 20 marzo un Protocollo circa lo “Svolgimento delle udienze di convalida dell’arresto e dei giudizi direttissimi, delle udienze di convalida, degli interrogatori e delle udienze dinanzi a GIP-GUP” da tenersi appunto in videconferenza.

Il Tribunale e la Procura della capitale assieme al Consiglio dell’ordine degli avvocati, alla locale Camera penale, alla Guardia di finanza, ai Carabinieri del Comando provinciale e alla Questura, alle case circondariali di Regina Coeli e di Rebibbia, sono le istituzioni che hanno siglato l’accordo adeguandosi alla modalità di lavoro che cambia, anche nella prospettiva, così come raccomandato dal Consiglio Superiore della Magistratura, di farla diventare prioritaria nell’esercizio delle funzioni giudiziarie anche quando – speriamo presto – l’emergenza sarà passata.

L’impulso all’innovazione tecnologica proviene dalla Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati (Dgsia) che, oltre a distribuire nell’immediato tra il personale dei Dipartimenti della Giustizia circa duemila licenze temporanee Microsoft Office, aveva già pianificato una dotazione progressiva e capillare delle stesse, alle quali è stata abbinata anche quella che consente l’utilizzo di Skype for Business (ex Lync) e di Teams, applicativi in grado di eseguire conversazioni audio-visive a distanza.

Giovanna Ceppaluni, presidente della sezione Gip del Tribunale di Napoli (sede che è già partita con questa modalità), ha dichiarato: “In pochi giorni abbiamo fatto un balzo in avanti di dieci anni, stiamo lavorando a una rivoluzione che dovrebbe consentire a tutti – anche in un periodo drammatico come questo – di fare salve le esigenze di giustizia e le garanzie di tutte le persone coinvolte in un processo».