San Vittore, autista che ha dato fuoco al bus trasferito in ‘reparto protetti’

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Ousseynou Sy è stato trasferito dalla direzione del carcere di San Vittore nel reparto protetti, separato rispetto alle aree in cui si trovano i detenuti ordinari. L’uomo, 47 anni di origini senegalesi, mercoledì scorso a San Donato Milanese ha dirottato il bus che guidava e poi gli ha dato fuoco. A bordo c’erano 51 bambini e tre adulti.

Dopo la prima notte trascorsa nel penitenziario lombardo, ieri mattina al passaggio della colazione, gli altri detenuti hanno iniziato a lanciare uova e arance contro la sua cella. Un gesto dimostrativo, caratteristico del codice carcerario, con cui vengono “accolti” quei detenuti autori di violenze nei confronti di bambini o donne. Nel settore protetti trovano posto anche i collaboratori di giustizia e gli ex appartenenti alle forze dell’ordine.

Per evitare il ripetersi di disordini e di ripercussioni sull’ordine interno all’istituto, è stato deciso il trasferimento nel reparto isolato dal resto dei detenuti. Al suo arrivo a San Vittore, Ousseynou Sy era stato collocato nella camera singola per i nuovi giunti, sorvegliato a vista. Misura poi revocata anche per evitare di dare ancora più risalto, agli occhi della restante popolazione detenuta, della sua presenza nel reparto. Istruiti anche gli agenti della Polizia Penitenziaria per un “attento e scrupoloso monitoraggio per evitare situazioni che potrebbero mettere a rischio l’incolumità dello stesso nonché rischi per l’ordine e la sicurezza”.

Per Sy, i pm della Procura di Milano Luca Poniz e Alberto Nobili, titolari del fascicolo di indagine,  hanno ipotizzato i reati di strage, sequestro di persona, incendio e resistenza, con l’aggravante della finalità terroristica. Per questo è stato chiesto al gip di disporre la custodia cautelare in carcere alla luce del pericolo di reiterazione del reato.