Stipulato protocollo per digitalizzare
gli atti del Maxiprocesso

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E’ stata siglata un’intesa fra la Fondazione Falcone, il Tribunale e l’Università di Palermo per la digitalizzazione degli atti del Maxiprocesso alla mafia che fu celebrato nell’aula bunker del carcere palermitano Ucciardone e che impegnò il pool dell’Ufficio istruzione negli anni che vanno dal 1982, inizio dell’attività istruttoria, fino al 1987, anno in cui, dopo una camera di consiglio di 36 giorni, la Corte emise una sentenza di condanna per 19 ergastoli e 2665 anni di pene detentive.

Il protocollo firmato da Maria Falcone, presidente dell’omonima Fondazione, Salvatore Di Vitale, presidente del Tribunale, e Fabrizio Micari, rettore dell’ateneo palermitano, intende fornire a cittadini e addetti ai lavori la possibilità di accedere agilmente alla conoscenza di un processo oramai entrato nella storia del Paese, la cui digitalizzazione tutelerà per sempre il lavoro immenso fatto da uomini come Giovani Falcone, Paolo Borsellino, Leonardo Guarnotta, Giuseppe Di Lello e da tutti gli operatori della giustizia che vi lavorarono.

“Il Maxi è uno spartiacque che segna un prima e un dopo nella lotta alla mafia” così Maria Falcone ha commentato il progetto ideato dalla Fondazione, che prevede non solo la digitalizzazione degli atti del Maxiprocesso ma anche quella di una serie di altri processi connessi, come quelli degli omicidi di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia, di Pio La Torre, segretario regionale del PCI, e Bernardo Reina, segretario provinciale della DC, e i successivi maxi bis, ter e quater.

Le attività, che si svolgeranno proprio nell’aula bunker dell’Ucciardone dove il Maxiprocesso fu celebrato, prevedono come prima fase lo studio della documentazione, una selezione degli atti da digitalizzare e la scelta degli strumenti informatici. Si passerà quindi allo sviluppo del software e alla creazione della piattaforma di condivisione del materiale.
“Un modo tangibile di conservazione della memoria e di condivisione con i cittadini” ha sottolineato il presidente del Tribunale Di Vitale, mettendo a disposizione tutta la collaborazione necessaria alla buona riuscita del progetto, al quale parteciperà Vincenzo Mineo, direttore dell’aula bunker, che si occuperà della formazione del personale che verrà selezionato per la costituzione del gruppo di lavoro.

All’Università di Palermo è affidata la gestione delle 50 ore di lezione sulla storia dell’attività istruttoria e processuale del Maxiprocesso: “Siamo convinti – ha commentato il rettore Fabrizio Micari – che tale progetto possa contribuire decisamente a incrementare la diffusione, la conoscenza e lo studio di una vicenda che non costituisce soltanto una straordinaria pagina della nostra storia, ma anche un effettivo patrimonio di conoscenza, con dati e strumenti operativi che ancora oggi rivestono un ruolo decisivo per la formazione, ma anche per l’attività degli operatori del settore e della cittadinanza nel suo complesso”.