Lavoro in carcere: a Sulmona i risultati del Progetto MILIA
19 Ottobre 2023
Sono stati formati nella lavorazione dei materiali, nella realizzazione di manufatti di design e di arredo, con modalità produttive specifiche e innovative. Hanno sviluppato competenze di analisi, studio e operatività per far fronte a esigenze commerciali, manageriali e del marketing. Hanno infine sperimentato percorsi di inserimento lavorativo intramurario così da sviluppare competenze spendibili nel mercato del lavoro al termine del periodo di detenzione. Oggi, nel corso del convegno “Sarò quello che costruisco dentro”, svoltosi nel Complesso di Palazzo dell’Annunziata a Sulmona, hanno raccontato la loro esperienza formativa e professionalizzante. Sono gli 80 detenuti coinvolti nella filiera delle falegnamerie del Progetto complesso “MILIA – Modelli sperimentali di intervento per il lavoro e l’inclusione attiva delle persone in esecuzione penale”.
Il progetto, sviluppato nell’ambito del PON Inclusione 2014-2020, coinvolge il Dipartimento per la transizione digitale del Ministero della Giustizia nella gestione finanziaria, in particolare attraverso la Direzione generale per il Coordinamento delle Politiche di Coesione (DGCOE) che si occupa dell’attuazione del progetto, insieme al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, presso gli istituti penitenziari coinvolti.
Due le linee di intervento professionalizzante fin qui attivate nella sperimentazione avviata in quattro regioni italiane: quella relativa alle colonie agricole presenti in alcuni istituti della Toscana e della Sardegna e quella riguardante le attività di falegnameria avviate nella casa circondariale di Lecce in Puglia e nella casa di reclusione di Sulmona in Abruzzo.
Grande soddisfazione, in particolare per i risultati ottenuti e i modelli di business prodotti, è stata espressa dal Capo del Dipartimento per la transizione digitale, Ettore Sala, che ha formulato l’auspicio di poter replicare il progetto su scala nazionale, coinvolgendo nel prossimo PON Inclusione 2021-2027 un consistente numero di istituti penitenziari e minorili, anche estendendo l’applicazione ad altre produzioni.
La curatrice del progetto, Paola Giannarelli, direttore dell’Ufficio II della DGCOE, ha ricordato la finalità di poter offrire ai detenuti una preziosa opportunità di recupero della propria dignità e autostima personale, attraverso un nuovo percorso di vita in grado di scongiurare il fenomeno della recidiva e di favorire il reinserimento nella società.
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