Violenza digitale contro le donne: come riconoscerla e difendersi
25 Novembre 2025
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne si tiene nella sala ‘Unità d’Italia’ della Corte d’appello di Roma il convegno “La violenza digitale contro le donne: come riconoscerla e difendersi”, tema di stretta attualità e legato ai recenti casi di cronaca.
L’evento, organizzato dalla direzione generale del Personale e della Formazione del dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero, è un momento formativo per gli uffici organizzato dal Ministero, in partnership con l’associazione no profit fondazione Mondo digitale Ets. Possibile anche partecipare da remoto, collegandosi all’area virtuale via Teams.
L’organizzazione di questo evento sottolinea l’attenzione di via Arenula per la componente femminile, ormai prevalente all’interno dell’organizzazione ministeriale. L’impegno del dicastero della Giustizia e l’importanza data a questa giornata sono testimoniati anche dalla presenza di dirigenti apicali, tutte donne, di via Arenula.
Ai saluti istituzionali, infatti, affidati a Giuseppe Meliadò, presidente della Corte d’appello di Roma, seguono gli interventi di Rosa Patrizia Sinisi, vice capo Dog di via Arenula e di Antonella Ciriello, capo del dipartimento per l’Innovazione tecnologia del Ministero. Mirta Michilli, direttrice generale della fondazione Mondo digitale Ets, Maria Rosaria Covelli, presidente dell’Osservatorio sulla violenza di genere e domestica di via Arenula e Alessia Scarpellini, social impact e Esg di Google collegata da remoto chiudono la prima sessione dell’evento formativo.

La seconda sessione è stata aperta da Barbara Strappato, direttrice della prima divisione del servizio di Polizia postale e per la sicurezza cibernetica. che ha parlato di rispetto e sicurezza online. L’avvocato Gabriella Covino, presenta il progetto ‘Uguale per Tutte’. Sui percorsi di prevenzione e primo soccorso per le donne nella navigazione online interviene in chiusura Claudia Campisi, psicologa e formatrice di fondazione Mondo digitale Ets.
Il presidente Giuseppe Meliadò, dopo i saluti, afferma che, contro la violenza di genere, “pensare che la risposta giudiziaria sia esaustiva sarebbe riduttivo”, infatti “questi problemi vanno affrontati con un’ampia serie di soggetti istituzionali “per incidere su un fenomeno che indica “una concezione reificata delle persone”.
La vice capo del Dog, su un evento che testimonia “di un ministero che esce da via Arenula e organizza un momento di formazione sociale per gli uffici e negli uffici”, spiega come non si possa parlare di violenza sulle donne, ma di violenze. Le forme di violenza sono tante: quella fisica ”e proprio oggi verrà approvata la norma sul femminicidio, introducendo una fattispecie autonoma di reato”, e “quella psicologica, quella sessuale, quella economica, quella assistita, cioè, quella che i bambini hanno assorbito passivamente” e per finire la violenza, oggetto dell’incontro, digitale, che – conclude la dirigente – “non è solo virtuale, ma ha effetti reali sulla vita di chi la subisce e sulle sue relazioni”.

Antonella Ciriello ricorda come la violenza digitale di tipo sessuale è esplosa negli ultimi anni, con il deep fake, la manipolazione e sottrazione dell’identità digitale. I danni di questo tipo di violenza – riporta la capo Dit – sono stati anche oggetto di sentenza della Corte di cassazione, per la quale la “violenza digitale produce danni irreversibili”, nella psiche della vittima. Ma irreversibili sono anche gli effetti, perché la rete non permette di cancellare definitivamente contenuti condivisi online.
Un altro ambito di violenza digitale, poco conosciuto ma particolarmente insidioso, è quello sui luoghi di lavoro, “perché colpisce la persona dove esprime la propria personalità”, ricorda Ciriello. Nel finale del suo intervento, la dirigente, partendo dalla sua esperienza nella Scuola superiore della magistratura evidenzia la necessità di “formazione dei magistrati per diffondere consapevolezza e conoscenza” su tematiche così delicate.
“Il dato allarmante è la violenza di genere sessuale, che sta crescendo molto tra i giovani tra i 15 e i 24 anni”. Con questa apertura Mirta Michilli porta l’attenzione dell’uditorio sul mondo giovanile, nel quale spesso “la violenza digitale e la violenza fisica sono connesse”. Il contrasto a questo fenomeno, per la direttrice di Mondo digitale Ets, non può che passare dall’educazione alla “cittadinanza digitale nelle scuole”, che riesca a unire “competenze tecniche a quello socio emotive”.

Per Maria Rosaria Covelli, presidente dell’Osservatorio di via Arenula dedicato al fenomeno, “la violenza di genere è un emergenza, un dramma” e oltretutto si configura in “reati di difficilissima indagine”, nonostante il nostro Paese possieda un “apparato investigativo e sanzionatorio” avanzato, invidiato all’estero.
Anche nell’intervento della presidente della Corte d’Appello di Napoli torna il tema della necessità dell’educazione, in questo caso all’uso di un linguaggio non discriminatorio e anche di tipo “sentimentale”, e all’affettività. Grazie al ministro Nordio – continua Covelli – si sta valorizzando, in un’ottica di prevenzione e monitoraggio, “l’osservatorio permanente nazionale sulla violenza di genere e domestica”, già istituito precedentemente, che ha prodotto una raccolta di norme completa sulla violenza contro le donne. Un importante strumento di monitoraggio – conclude la presidente dell’osservatorio – è stato “il questionario per mappare l’approccio delle procure a questo fenomeno inviato a tutte le sedi”, dalle cui risposte è stata creata “una survey attraverso il ministero della Giustizia e in sinergia con Csm, che ha realizzato poi delle linee guida”.
Violenza di genere, Covelli: “insegnare il valore del consenso”
In chiusura della prima sessione interviene da remoto Alessia Scarpellini, Social impact and Esg di Google, che sottolinea l’importanza degli eventi formativi per educare alla cittadinanza digitale e proprio il sostegno a questi momenti educativi è la mission della divisione di Google della quale fa parte.
Nella seconda sessione Barbara Strappato condivide con presenti e collegati da remoto alcune storie di violenza di genere e evidenzia aspetti giuridici del noto caso dei due siti sessisti saliti tristemente alla ribalta questa estate. Poi risponde alla domanda: “Perché molte donne non denunciano le condotte violente nei loro confronti?”, evidenziando come queste donne “resistano fino a che la violenza è solo nei loro confronti” e si decidano a denunciare solo quanto temono che violenza possa estendersi ai loro figli. Oltre alla necessità di educare ad un linguaggio non violento e non discriminatorio, come già riportato negli altri interventi, Strappato stigmatizza la “vittimizzazione secondaria”.

Gabriella Covino presenta il progetto “Uguale per Tutte”, che intende creare una rete per combattere questo fenomeno che metta insieme istituzioni, banche e no profit per smuovere la coscienza civile attraverso la promozione di eventi educativi e formativi e un’azione nelle scuole con l’obiettivo di “creare un manifesto della cultura del rispetto, che – nota Covino – sta avendo un grande successo tra gli studenti”. In conclusione, poi Covino rispondendo ad una domanda dal pubblico collegato ha affermato che “una persona che ha subito questo tipo di violenze può cominciare un percorso di guarigione e concluderlo con successo, ma il percorso è unico e individuale, in base al background e alla percezione della violenza”.
Sono scaricabili di seguito i contenuti degli interventi di Claudia Campisi, Barbara Strappato e Gabriella Covino.
Navigare Sicure_Claudia Campisi
La violenza digitale contro le donne_Barbara Strappato