“Fuori dalla gabbie”, il legame positivo tra il detenuto e il suo cane

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Gli effetti positivi dell’interazione tra persone in stato di detenzione e cani o altri animali da compagnia sono ormai documentati da numerosi studi e ricerche. I risultati più apprezzabili sono stati riscontrati sul piano socio-relazionale dei detenuti e su quello della responsabilizzazione che il prendersi cura di un animale comporta.

Il successo dei tanti progetti già avviati in istituti penitenziari italiani ha portato a una loro progressiva estensione ad altre realtà carcerarie e a diverse tipologie di detenuti.

E’ di pochi giorni fa la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra la Fondazione CAVE CANEM e la casa circondariale di Napoli Secondigliano per la realizzazione del progetto “Fuori dalle gabbie”.

La Fondazione, già partner di un’analoga collaborazione con la casa di reclusione di Spoleto, attiverà a breve un percorso formativo che offrirà ai detenuti coinvolti competenze per l’assistenza e la cura dei cani e dei gatti randagi, vittime di abbandono o di maltrattamenti.

Il progetto, che inizierà con la parte teorica il 20 luglio, oltre a fornire un’occasione di riscatto sociale offre anche delle competenze spendibili all’esterno in prospettiva di un futuro reinserimento lavorativo.

Il progetto “Qua la zampa” all’interno della casa circondariale di Pavia prevede, invece, la realizzazione di un canile negli spazi verdi del carcere. Protagonisti dell’accordo sono l’associazione di volontariato “Amici della mongolfiera onlus”, il Dipartimento Veterinaria ATS Pavia, la clinica veterinaria S. Anna e la scuola cinofila “Il Biancospino” di Casteggio.

La struttura consentirà soprattutto ai detenuti con problemi di carattere psichiatrico di prendersi cura degli animali e di conseguire il patentino di educatore cinofilo, una volta attivati i relativi corsi di formazione.

Il progetto, finanziato dalla Fondazione Banca del Monte, rientra tra le azioni promosse dal Tavolo permanente in tema di sicurezza psichiatrica per il contenimento del disagio psichico delle persone detenute nel territorio della provincia pavese.