Cartabia a L’Aja: ridare voce al diritto mentre cadono le bombe in Ucraina

Cartabia e Maliuska a L'Aja
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Ridare voce al diritto, mentre cadono le bombe. Essere al fianco dell’Ucraina con le azioni diplomatiche, con l’accoglienza dei profughi, con le sanzioni alla Russia, ma anche appoggiando l’azione della Corte penale internazionale. La ministra della Giustizia Marta Cartabia si è riunita a L’Aja con gli omologhi dei Paesi che sostengono l’iniziativa della Corte penale internazionale.

“Una giornata importantissima perché anche nel mezzo dei conflitti più duri, quando c’è il fragore delle armi, non deve essere silente il diritto”  – ha detto la Guardasigilli –  “Siamo qui per testimoniare l’importanza della forza della legge, della forza del diritto e quindi a dare un supporto a questa istituzione che può svolgere un ruolo molto importante in questi conflitti internazionali”.

Prima di iniziare i lavori, la Guardasigilli ha avuto un colloquio con il ministro della Giustizia ucraino, Denys Maliuska. Durante il confronto con i ministri della Giustizia presenti, è stato più volte evocato lo Statuto di Roma: il trattato internazionale istitutivo della Corte penale internazionale, firmato ventiquattro anni fa ed entrato in vigore nel 2002. Nel solco del diritto transfrontaliero, la ministra Cartabia aveva annunciato ieri, 23 marzo, la nomina di una commissione di esperti con lo scopo di scrivere un Codice dei crimini internazionali.

A fine riunione, Francia, Paesi Bassi, Slovenia, Bulgaria, Lettonia, Polonia, Lituania, Lussemburgo, Spagna, Svezia, Repubblica Ceca, Croazia, Grecia, Italia, Estonia, Austria, Irlanda, Germania, Finlandia, Portogallo, Repubblica Slovacca, Malta, Danimarca, Belgio, Romania e Cipro hanno dichiarato di compiere tutti gli sforzi necessari per valutare di incrementare il proprio sostegno alla CPI, sia dal punto di vista finanziario che delle risorse umane. Sull’argomento il Ministro della giustizia ucraino Denys Maliuska ha specificato: “L’Ucraina a sua volta riconosce il suo impegno a condurre indagini efficaci su tutti i crimini di guerra e contro l’umanità commessi sul suo territorio e si dichiara disponibile a garantire la cooperazione con la CPI al miglior livello possibile. L’Ucraina confida che gli sforzi dello stato territoriale (Ucraina) uniti all’esercizio della giurisdizione universale da parte di altri stati, Eurojust e indagini più rapide della CPI abbiano il potenziale di un potente effetto sinergico. Il crimine di aggressione contro l’Ucraina non deve rimanere impunito perché contiene ‘il male accumulato’ di altri crimini ai sensi del diritto internazionale”.

Il presidente di Eurojust, Ladislav Hamran, ha aggiunto: “La riunione di oggi conferma che la comunità internazionale si è espressa ed è pronta ad agire. Mentre siamo uniti nella nostra ambizione di fare giustizia per l’Ucraina, abbiamo anche bisogno di essere coordinati – sia a livello politico che operativo. Eurojust sostiene gli Stati membri dell’UE nelle loro indagini sui principali crimini internazionali e, mentre parliamo, vediamo questi casi progredire dalla fase di pianificazione alla cooperazione operativa concreta. Attraverso i nostri sforzi, continueremo a lavorare a stretto contatto con la CPI”.

In allegato le dichiarazioni dei partecipanti.

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